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Cronaca

Corruzione e accessi abusivi a banca dati: chiesti 7 anni per l'ex Ros dei carabinieri Gisabella

Il processo nato dall'inchiesta di Trapani. Il difensore Nicola Di Mario considera “infondate le richieste" preconizzando argomenti difensivi sia sul piano giuridico che sulla ricostruzione dei fatti

Alessandro Antonini

10 Febbraio 2026, 22:42

Esplosione mortale, indagato per falso ex carabiniere

Il tribunale di Perugia

Richieste pesanti. Dopo oltre sei ore di udienza i pubblici ministeri Mario Formisano e Laura Reale hanno chiesto 7 anni e tre mesi per l’ex Ros Orazio Gisabella e 4 anni per Sergio La Cava.

I pm hanno invece avanzato la richiesta dell’assoluzione per Vincenzo Franza per contraddittorietà delle prove. La requisitoria di ieri pomeriggio si è incentrata soprattutto nella lettura di intercettazioni e sommarie informazioni testimoniali, alla base della struttura accusatori

I capi di imputazione si sono ridotti a corruzione per atto contrario doveri d’ufficio e quattro ipotesi di accesso abusivo al sistema informatico. Le altre 17 contestazioni originarie risultano prescritte.

La vicenda è quella dell'inchiesta di Trapani dalle cui intercettazioni è nato il procedimento fiorentino - il processo Duchini - che ha visto, alla fine, tutti gli imputati assolti.

Secondo l'accusa, Gisabella, nell'intervenire a fianco degli armatori Sergio La Cava e Vincenzo Franza si sarebbe adoperato per fare arrivare alla procura di Palermo un esposto per “osteggiare la compagnia Ustica Lines e i proprietari Morace”. In cambio avrebbe ottenuto l'assunzione della figlia.

L’avvocato dell’ex luogotenente del Raggruppamento operativo speciale, Nicola Di Mario, considera “infondate le richieste, ho argomenti difensivi da sviluppare sia sul piano giuridico sia della ricostruzione in fatto”.

Franza e La Cava sono difesi difesi dal professor David Brunelli e dall'avvocato Stefano Bagianti. Tutti respingono le contestazioni.

Cinque anni fa nell’udienza preliminare era stato prosciolto in pieno il maresciallo Cristiano Guerrieriperché il fatto non sussiste”.

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