Attualità
Una delle darsene in condizioni difficili nei mesi scorsi
Non di sola acqua piovana vive e sopravvive il lago Trasimeno, che nell'ultimo mese ha recuperato 20 centimetri: entro marzo anche le draghe entreranno in azione. Sono infatti in partenza i lavori tanto attesi da 1,78 milioni di euro, finanziati con fondi Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e sbloccati dal Mase dopo tre anni di attesa. Come spiegato dall'assessore regionale ai Laghi, Simona Meloni, il progetto riguarda due darsene pubbliche nella frazione di San Feliciano (pescatori e cooperativa), e una a Sant’Arcangelo (pescatori). "Martedì 3 febbraio sono state aperte le buste e alla gara indetta dall'Unione dei Comuni avevano partecipato 38 ditte. La ditta è assegnataria e provvederà all'approfondimento dei fondali delle due darsene pubbliche di San Feliciano e poi quelle Sant'Arcangelo entro marzo, confermando il rispetto delle tempistiche".
La finalità del progetto è quella di ripristinare “idonei livelli batimetrici del lago Trasimeno in corrispondenza delle principali rotte di navigazione pubbliche e turistiche, nonché delle strutture portuali esistenti nel comune di Magione, mediante approfondimento dei fondali lacustri eseguito con dragaggio (scavo subacqueo), atto a garantire la navigazione in prossimità delle principali darsene e il corretto utilizzo degli approdi e dei porti e porticcioli minori da parte delle imbarcazioni da pesca e diporto, soprattutto nei periodi in cui si verificano le condizioni più gravose dovute ai minimi livelli idrici stagionali raggiunti dal lago”, era scritto nel progetto approvato dall'Unione. L’operazione prevede due aree di colmata in cui depositare i fanghi dragati, un sistema temporaneo di vasche che verranno realizzate a San Feliciano (in aree private a sud del centro abitato) e Sant’Arcangelo (vasche esistenti interne al Centro ittiogenico regionale). “Gli interventi si completano – spiega l’Unione – con il conferimento finale del sedimento secco in aree poste in prossimità delle vasche di colmata oppure, se necessario, mediante smaltimento dello stesso secondo norma vigente, nonché con la demolizione e rimozione totale delle vasche e il ripristino dello stato iniziale dei luoghi, fatto salvo per quelle vasche che si potranno destinare per i futuri dragaggi”. Le operazioni di dragaggio e il conferimento del sedimento si svolgeranno tra marzo e ottobre 2026. Il tempo necessario per il completo essiccamento dei sedimenti è di due anni. Verrà dragata un’area di circa 13,5 chilometri quadrati per un volume di fanghi rimossi pari a circa 17.660 metri cubi, con una profondità media di scavo subacqueo di circa 147 centimetri.
Per quanto riguarda isola Maggiore, invece, "interveniamo per garantire vita quotidiana, servizi e sviluppo economico - ha aggiunto Meloni - Dopo le difficoltà emerse nella scorsa stagione estiva, abbiamo scelto di agire ripristinando il sentiero di San Francesco, aggiungendo altri 280 mila euro". Per quanto riguarda la navigabilità, "abbiamo assistito in coda alla stagione precedente alla difficoltà dei traghetti di arrivare a isola. Quest'ultimo intervento è particolarmente importante e complesso: mette in sicurezza il pontile e facilita e ripristina la navigabilità a partire dal Grifone. Ma soprattutto consente la vita su quell'isola degli abitanti e dei turisti".
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