La crescita dell’Aeroporto internazionale dell’Umbria San Francesco d’Assisi al centro del dettagliato report di Aur (Agenzia umbra ricerche) curato da Giuseppe Coco e che si è concentrato, in particolare, sull’evoluzione del traffico passeggeri nel periodo 2000/2025. Interessante l’andamento dei movimenti aerei: “nel periodo pre-pandemico, e in particolare fino al 2019, i movimenti si collocano su valori relativamente stabili, attestandosi intorno alle 4.000 unità annue” spiega Coco, dopo la brusca frenata del biennio del covid 2020–2021, la ripresa “sino ad arrivare a 6.669 movimenti nel 2025 con un incremento dell’1,3% rispetto all’anno precedente”. Lo scalo umbro si è appena messo alle spalle il record storico di passeggeri trasportati in un anno: 620.420 nel 2025 (erano stati 534.210 nel 2024). L’aeroporto, rilanciato durante il governo di centrodestra con Donatella Tesei governatrice e portato - nonostante gli anni del Covid - da 219 mila passeggeri del 2019 sopra quota 500 mila sia nel 2023 che nel 2024, ha chiuso così un’altra grande stagione (+16%). Un risultato, questo del 2025 per l’infrastruttura umbra, nettamente superiore alla performance media del comparto aeroportuale in Italia, attestata intorno al +6% nel confronto con l’anno precedente.
La nuova sfida dell’aeroporto è raggiungere un milione di passeggeri, un obiettivo di medio-lungo periodo, che passa - per forza di cose - da un potenziamento complessivo dell’intero scalo. Infatti la struttura attuale opera ormai in condizioni di saturazione, per questo motivo si rendono necessari alcuni interventi di ampliamento, fondamentali per sostenere il trend di crescita, migliorare la qualità dei servizi e abilitare un ulteriore sviluppo del traffico. Nel Defr (Documento di economia e finanza regionale) del triennio 2026-2028, è sottolineato: la missione degli interventi, per un esborso di 6,8 milioni, è quella di “ampliare la capacità della struttura aeroportuale e offrire migliori servizi agli utenti”. Il 2026 dunque segnerà l’avvio della fase esecutiva, con un passaggio importante: la nuova governance dell’aeroporto, “che sarà designata in occasione dell’assemblea ordinaria dei soci nel primo semestre 2026” si spiega sempre nel Defr.
Tra le missioni del prossimo triennio quella di implementare le tratte. Nei mesi precedenti ha tenuto banco la proposta Ryanair alla Regione: abolire la tassa municipale (6,50 euro a passeggero) per raddoppiare i suoi investimenti sull’aeroporto umbro, sulla falsariga di altre realtà italiane in cui questa misura ha favorito la crescita. Alla Regione il compito di coprire il piatto, circa 2,2 milioni di euro, attraverso Sviluppumbria che controlla oltre il 70 per cento di Sase, la società di gestione dello scalo. Il dossier è aperto dall’estate, quando Jason McGuinness, direttore commerciale di Ryanair, aveva illustrato la proposta a Sase. La compagnia avrebbe proposto alcune rotte tra cui Dublino, Atene, Lamezia Terme e Baden-Baden non riscontrando però il gradimento della Regione che punterebbe su Parigi, Madrid e Francoforte, considerate in grado di garantire un turismo più “di qualità” e quindi facoltoso. Questa partita non è del tutto chiusa, ma per ora è congelata. Nel frattempo è stato avviato l’iter procedurale per la cosiddetta “continuità territoriale”, con cui si potrebbero conseguire rotte di collegamento nazionali parzialmente supportate dal Governo nazionale per contribuire al superamento dell’isolamento infrastrutturale come già fanno Sardegna e Sicilia e - in maniera diversa - anche Calabria, Toscana, Marche e Friuli Venezia Giulia. In ogni caso l’esigenza, nel prossimo triennio, resta sempre la stessa: crescere ancora.
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