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Territorio

Monte Castello di Vibio, il teatro della Concordia diventa fondazione

Il presidente Edoardo Brenci: “Opportunità per valorizzare cultura e impresa”

Anna Maria Minelli

04 Febbraio 2026, 12:30

Monte Castello di Vibio, il teatro della Concordia diventa fondazione

“Aprirsi al vento dell’impresa nei temi culturali e far comprendere negli aspetti istituzionali come un bene di questa importanza possa essere valorizzato attraverso iniziative di diverso interesse”. Il teatro della Concordia a Monte Castello di Vibio, il più piccolo teatro all’italiana del mondo, si trasforma in fondazione e il suo presidente Edoardo Brenci sottolinea come questa scelta sia “non solo un passo fondamentale per la gestione e valorizzazione di questo gioiello, ma anche un’opportunità per le imprese umbre di diventare protagoniste dello sviluppo locale”.

La costituzione della Fondazione Società del Teatro della Concordia è il frutto di più di trent’anni di lavoro che hanno visto alla guida il presidente Brenci. “La costituzione della Fondazione Società del Teatro della Concordia è l’ambito traguardo di un percorso che ho iniziato nel 1994 - spiega il presidente - dimostrazione di un lavoro impegnativo e costante sulla valorizzazione del bene culturale. Apprendere che valorizzare la ‘Cultura per la cultura’ è renderla partecipata e che le attività intraprese, in un vasto campo di fare economia della cultura, hanno fatto registrare un impatto positivo per l’indotto del territorio è il maggior riconoscimento che nobilita. Non solo ne beneficia il comune di Monte Castello di Vibio, ma la regione tutta ricordando che è l’unico teatro umbro ad aver avuto il francobollo di Poste Italiane. Questo denota sia fattore di civilizzazione ed elevazione morale, sia fattore identitario che rafforza l’orgoglio civico. Quando il patrimonio è ben gestito affascina e sviluppa benessere”.

Una spinta quindi, dice ancora Brenci, che può far da volano per il territorio: “I borghi vivono - afferma - se grazie ad eventi ed iniziative sono in grado di attrarre turisti e visitatori. Non solo, il modello di gestione del teatro della Concordia suscita interesse nei comuni limitrofi, soprattutto nelle Marche con i suoi teatri storici, con sempre maggiore richiesta di confronto per ‘importare la nostra esperienza’. Non ci siamo inventati nulla ma abbiamo seguito un percorso che non solo ha aperto le porte del gioiello di Monte Castello di Vibio alle stagioni teatrali ma ha anche risposto al desiderio di ammirare il bello e la storia”. Un’iniziativa che Brenci definisce anche come un’eredità da lasciare per coloro che in futuro poi proseguiranno con la valorizzazione del teatro della Concordia.

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