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UMBRIA

Scuola, scontro sugli accorpamenti. Marchetti (Lega): "Nessun istituto verrà chiuso". Bagarre tra centrosinistra e centrodestra

Dopo il commissariamento deciso dal governo per la mancata applicazione del piano è il momento della polemica

Alessandro Antonini

14 Gennaio 2026, 10:43

Scuola, scontro sugli accorpamenti. Marchetti (Lega): "Nessun istituto verrà chiuso". Bagarre tra centrosinistra e centrodestra

Bagarre politica. Ecco cosa c'è il giorno dopo il commissariamento della scuola pubblica umbra. La governatrice dell’Umbria Stefania Proietti ha ribadito la propria contrarietà al provvedimento del consiglio dei ministri (adottato anche nei confronti di Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna) per i mancati accorpamenti delle autonomie scolastiche.

Nel mirino del governo quelli di Gubbio e Terni, sospesi dalla stessa Regione, che invece ha applicato o deliberato di applicare le sette su nove totali richieste dal piano. Il segretario della Lega Umbria, l’onorevole Riccardo Augusto Marchetti, assicura che nessun plesso sarà chiuso e difende la linea del commissariamento.

No complotti

“La presidente Proietti e la sua giunta - afferma Marchetti - continuano a essere megafono di falsità e sono arrivati persino a denunciare inesistenti complotti politici col solo obiettivo di mascherare la loro inerzia amministrativa. Il commissariamento deliberato dal consiglio dei ministri per Umbria, Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna non è una scelta politica, ma la logica conseguenza del rifiuto delle Regioni ad adempiere a un obbligo vincolante del Pnrr. Si tratta di una riorganizzazione amministrativa necessaria a non perdere risorse europee. Nessun istituto verrà chiuso: questa riforma si limita ad adeguare la rete scolastica al calo demografico, scongiurando le chiusure dei plessi. La Corte costituzionale ne ha confermato la legittimità in tre sentenze, Tar e Consiglio di Stato hanno respinto i ricorsi. Nonostante le proroghe concesse, il 30 novembre e 18 dicembre, la sinistra ha scelto la strada dell’ostruzionismo. È necessario ribadire che sono sempre stati contrari all’autonomia differenziata, pertanto dovrebbero essere consapevoli che schierarsi contro l’autonomia significa conseguentemente dover accettare e recepire a livello regionale le scelte nazionali. Non si può invocare l’autonomia solo per fare battaglie contro il centrodestra e poi protestare quando il centralismo, che difendono, impone un adempimento obbligatorio. Ipocrisia pura. Proietti e Barcaioli inoltre hanno accusato il governo di voler penalizzare le regioni di sinistra: siccome il male è sempre negli occhi di chi guarda, è logico pensare che, se fossero stati al governo, avrebbero compiuto scelte col solo obiettivo di ‘punire’ Regioni di centrodestra. Nel nostro caso, invece, la questione è ben diversa: Valditara ha garantito leale collaborazione a tutte le Regioni, tutelato qualità e continuità scolastica, rispettato gli impegni Ue e assicurato l’avvio regolare dell’anno scolastico. Un ottimo lavoro di responsabilità verso studenti, famiglie e territori. Proietti la smetta di denigrare e collabori per il bene dell’Umbria. La Lega lavora per un’Italia efficiente, mentre la sinistra resta aggrappata alle bugie”.

Fa eco il centrodestra in Regione. “Sul commissariamento dell’Umbria per il dimensionamento scolastico, le giustificazioni della presidente Proietti e del Partito democratico appaiono false e strumentali. Tentano invano di scaricare le responsabilità sul Governo solo per mascherare un’impostazione ideologica nella gestione di una materia amministrativa che avrebbe richiesto serietà, rispetto delle scadenze e assunzione di responsabilità”. Lo dichiarano i consiglieri di opposizione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria: Paola Agabiti, Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Donatella Tesei, Enrico Melasecche (Lega Umbria), Andrea Romizi, Laura Pernazza (Forza Italia), Nilo Arcudi (Tp-Uc).

Decisione grave

Il centrosinistra invece si stringe in difesa di Proietti. “La scelta del ministro Valditara di commissariare le regioni Emilia-Romagna, Sardegna, Toscana e Umbria per attuare forzatamente il nuovo dimensionamento degli istituti scolastici è molto grave. Queste regioni sono state penalizzate da una fantomatica formula di calcolo del Ministero e vedranno accorpati più istituti delle altre regioni rispetto al numero di iscritti”, spiega la deputata Avs Elisabetta Piccolotti.

I segretari regionali Pd di Umbria, Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna intervengono con una nota congiunta. “Il dimensionamento scolastico - sottolineano Damiano Bernardini (Pd Umbria), Luigi Tosiani (Pd Emilia Romagna), Emiliano Fossi (Pd Toscana) e Silvio Loi (Pd Sardegna) - non può essere imposto dall’alto né ridotto a un freddo esercizio ragionieristico. Si tratta di decisioni che incidono profondamente sull’equitá del sistema educativo, sul diritto allo studio e sulla qualità dell’offerta formativa, soprattutto nei territori più fragili del Paese. L’approccio scelto dal governo è centralistico e autoritario, incapace di riconoscere la complessità e la diversità dei contesti regionali, e totalmente sordo alle istanze avanzate dalle comunità locali”.

“C’è poi un nodo politico fondamentale: commissariare quattro Regioni guidate dal centrosinistra assume il sapore di una contrapposizione istituzionale”, scrive il Pd. “Il centrodestra umbro festeggia mentre il governo commissaria l’Umbria sulla scuola. Festeggia per dei tagli, perché di questo si tratta”, evidenzia il consigliere regionale M5s Luca Simonetti.

“Il commissariamento è un atto di prepotenza politica, che rivela la vera natura di questo esecutivo: autoritario, centralista e nemico dei servizi pubblici”: così, in una nota il capogruppo regionale di Avs, Fabrizio Ricci. “Pieno appoggio alla giunta regionale nel proseguire la battaglia a difesa della scuola pubblica” dal consigliere dem Francesco Filipponi.

Parla l’Anci

“La Regione aveva già effettuato 7 accorpamenti sui 9 previsti, ma ha deciso di fermarsi per difendere i presidi scolastici nei territori più fragili. La chiusura di una dirigenza o l'accorpamento di una scuola in queste zone non è visto solo come un fatto amministrativo, ma come la perdita di uno degli ultimi presidi dello Stato in territori già a rischio spopolamento. Di fronte alla decisione di commissariare la Regione per il dimensionamento scolastico, ribadiamo con fermezza che l’Umbria non può essere interpretata con logiche standardizzate che non tengano conto delle sue specificità geografiche e sociali. Le scelte che riguardano la scuola devono essere frutto di valutazioni approfondite, condivise e radicate nella realtà dei nostri territori, con la partecipazione attiva di amministrazioni locali, famiglie e comunità educanti”: è quanto affermano Federico Gori e Andrea Sacco, rispettivamente presidente e coordinatrice della consulta istruzione di Anci Umbria, sempre in merito al commissariamento della Regione Umbria da parte del governo Meloni.

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