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Umbria, annata disastrosa per l'olio: produzione in calo di oltre il 50%. E i prezzi volano

olio olivo frantoio

In Umbria anno da dimenticare per l'olio. Un 2023 pessimo per i produttori, ma anche per i cittadini che vedono il prezzo lievitare notevolmente. La produzione rispetto al 2022 è in calo del 50-60%, peggio delle stime che erano state avanzate due mesi fa. A tracciare un primo bilancio è la Camera di Commercio. "Si sperava che per l'olio la flessione della produzione fosse contenuta - si legge in un comunicato - Invece è avvenuto il contrario, doppiando le previsioni negative a differenza di quanto avviene in altre regioni italiane dove i dati della produzione sono buoni". Come l'Umbria molto male sono andate anche le Marche e la Toscana. La qualità dell'olio prodotto nel Cuore Verde è buona e i prezzi medi, come emerge dal Listino Borsa Merci di Perugia della Camera di Commercio dell'Umbria, sono in aumento del 17-18% rispetto al 2022 e del 35% rispetto al 2021 per le piccole partite non confezionate, acquistate direttamente al frantoio (prezzo medio 13,5 euro, nel 2022 era stato di 11,5 euro e nel 2021 di 10 euro al Kg).
"Percentuali del prezzo in crescita - spiega la Camera di Commercio - ma assolutamente incapaci di fare fronte alla voragine della produzione, come scritto tra il -50 e il -60%. Senza contare il forte aumento dei costi, nell'ordine del 30%, che dal 2021 ad oggi i produttori hanno dovuto subire".
Nell'ultima settimana di novembre, il Listino della Borsa Merci di Perugia, vede per le piccole partite non confezionate, un prezzo che va da un minimo di 13 a un massimo di 14 euro al kg (nello stesso periodo dello scorso anno la forchetta di prezzo era invece di 11-12 e nello stesso periodo 2021 di 9-11). Per quanto riguarda invece le vendite di grandi partite di olio extravergine d'oliva, anche in questo caso acquistate direttamente al frantoio (e ovviamente senza confezione), il prezzo medio al kg è di 12,5 euro (forchetta da 12 a 13 euro), in crescita di circa il 32% sul 2022, quando il prezzo medio era 9,5 euro al kg e la forchetta 9-10 euro.
E siamo ai dati sulla produzione. Nel 2023 scende tra 1.514 e 2.108 tonnellate (i conti definitivi non sono stati ancora tirati) rispetto alle 4.036 tonnellate del 2022, che comunque erano già lontane dalle 5.096 della media 2018/2021. In sostanza, nel 2023 la produzione olivicola umbra ha perso, nel 2023 rispetto al 2022, tra 1.928 e 2.522 tonnellate. Va ricordato che In Umbria, secondo elaborazioni Coldiretti, si trovano quasi 7.5 milioni di piante di olivo che coprono circa 30mila ettari. La Dop dell'olio extravergine di oliva Umbria, istituita nel 1997, è estesa all'intero territorio regionale, che è stato suddiviso in cinque sottozone.
Secondo Bruno Diano, presidente della Borsa Merci della Camera di Commercio dell'Umbria "Le cose non sono andate certo bene. Purtroppo la realtà è stata peggiore delle stime, che parlavano di un -30% circa. Allargando lo sguardo a livello nazionale, l'Italia comunque non rischia di subire carenze di prodotto perché la produzione sta andando bene, talvolta molto bene, nelle regioni del Mezzogiorno, compensando così i vuoti creati dalle regioni in flessione. Tornando all'Umbria, nonostante ci sia stato qualche attacco di mosca la qualità è buona e i prezzi marcano un aumento, che però non compensa assolutamente le perdite subite sul fronte della quantità prodotta".
"La perdita del 50-60% della produzione di olio extravergine d'oliva - aggiunge Francesco Martella, agronomo, membro della Deputazione della Borsa Merci di Perugia - è il frutto di una serie di cause avverse: la fase di fioritura è stata caratterizzata da forti piogge che hanno provocato forti danni all'allegagione, qualche attacco di mosca e, nella fase finale, il colpo di grazia assestato dalla siccità e quindi dalla mancanza d'acqua in quelle realtà sprovviste di impianto d'irrigazione. Il risultato di queste condizioni è stato, purtroppo, assai pesante. Quanto alla qualità, è complessivamente buona. Per maggiore precisione, nelle prime olive raccolte la qualità è stata decisamente buona, mentre per le olive tardive risulta un po' scesa".