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Motori, Byd Seal U "DM-i": la Comfort con batteria da 26.6 kWh arriva dopo l'estate

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La Cina è vicina, è sempre più vicina, anzi, ormai ci sta addosso per: produzione e soluzioni tecnologiche innovative. Devono stare attenti, i produttori occidentali, perché rischiano una obsolescenza "Non programmata". "Questa Seal U DM-i" ne è la prova, un vero concentrato di tecnologia, una plug-in, un Suv di segemto "D", con un sistema ibrido "Alla spina", in grado di funzionare sia in maniera seriale, che parallela e qui una piccola spiegazione è d'obbligo. Ne avevamo già parlato in precedenza, per un'altra cinese, ma si trattava di una full-hybrid, non ricaricabile, in questo caso, nonostante decise differenze strutturali, il concetto resta lo stesso. Attualmente, la principale suddivisione è tra: funzionamento "Seriale", con il motore termico che funge solo da generatore, per alimentare un elettrico, che dà trazione alle ruote; "Parallelo", con elettrico e termico, che funzionano insieme, per dare trazione. In questo caso, l'auto funziona in entrambe i modi. Di qui quel "Dual mode intelligente". Comunque, siamo al cospetto di un'auto lunga 4.774 mm, con un super bagagliaio, che va dai 425 ai 1.440 litri.
La "Byd" nasce nel 1995, come produttore di batterie ed attualmente è il più grosso produttore di auto "Nev": Veicoli a Nuova Energia (come li chiamano loro). La Byd è in Italia da un annetto e, fino ad ora, ha presentato solo modelli puramente elettrici, ma il nostro paese (ed il mondo, aggiungiamo noi) non sembra ancora preparato ad una mobilità totale con la scintilla, così servono mezzi intermedi, in grado di traghettare, senza strattonare, l'utente verso quell'universo auto a "0" emissioni, tuttora lontano. Parliamo di ibride e di plug-in, come in questo caso ed in Byd la sanno lunga, perché sono stati i primi, nel 2008, a presentare la "F3QM", per l'appunto la prima PHEV, ad essere commercializzata. Oggi arrivano con la "Seal U DM-i". Eccoci arrivati al dunque, tre le versioni, tutte super accessoriate, a cambiare sono le caratteristiche tecniche: la Design è 4x4, la Boost e la Comfort, entrambe a trazione anteriore, ma con 2 pacchi batterie diversi.
Andiamo per ordine ed iniziamo dalla Boost, versione che abbiamo testato in strada, che secondo noi sarà il vero core business della gamma. Premettiamo: in Byd si fanno tutto da soli, dalle batterie, ai motori elettrici e termini, a tutti i sistemi di controllo. Dunque: un unico blocco super compatto, che ingloba un 1.5, 4 cilindri a benzina, ciclo Atkinson (sistema che predilige la fase di espansione) da 96 Cv, accoppiato ad un modulo elettrico, composto da due unità, per altri 194 Cv, 214 in totale, con 300 Nm di coppia, il tutto condito da una super batteria da 18,3 kWh, capace di regalare un'autonomia da 80 km. La Comfort, che arriverà dopo l'estate, monta lo stesso modulo, ma con una batteria più potente, da 26,6 kWh e in questo caso, l'autonomia sale a 125 km. Diverso è il discorso della Design, la integrale, che monta un altro motore elettrico da 120 kW, sull'asse posteriore ed il termico è turbocompresso, da 128 Cv, per un totale di: 319 Cv e 550 Nm di coppia e qui parliamo di uno 0-100 importante, da 5,9 secondi. La batteria è la stessa della Boost, da 18,3 kWh e l'autonomia in elettrico è di circa 70 km. Le batterie Byd sono prive di Cobalto, sono del tipo LFP (Litio Ferro Fosfato) e possono ricaricare in alternata fino ad 11 kW, ma anche in continua fino a 18 kW, nel qual caso, con la batteria da 18,3 kW, in 35 minuti si carica dal 30 all'80%. Queste Byd, poi, funzionano anche in V2L, ossia possono cedere energia per attivare apparecchi esterni, fino a 3.3 kW. Vediamo di capire bene come funziona il sistema. Innanzitutto non c'è un cambio tradizionale, tutto si gioca con un rapporto unico, gestito tramite un'unità di controllo ed un riduttore. Tramite un comando interno, si può impostare la modalità EV e l'auto va solo in elettrico o PHEV e va in modalità ibrida, ma: il termico entra in funzione per dare trazione alle ruote, solo su percorsi extraurbani o quando si spinge forte sull'acceleratore, altrimenti si attiva per azionare uno dei due elemento elettrici, addetto alla ricarica della batteria. Si può settare un sistema di ricarica automatica, che va dal 25 al 70%, per far attivare il termico, ma si possono impostare criteri anche più restrittivi.
Entriamo in auto e l'abitacolo è un classico Byd, dominato dal grosso tablet centrale, girevole, da 15.6 pollici, abbinato ad un driver display da 12.3. I comandi sono tutti molto intuitivi e c'è anche un leggibilissimo head-up-display, con un tettone enorme, che copre praticamente tutto il cielo dell'auto. C'è il filtro per particelle 2.5 Pm ed i sedili sono ventilati. Simpatico il cursore del cambio in "Cristal look". Ci sediamo al volante di una Boost, mettiamo subito in Ev e riusciamo a percorrere, in autostrada (in elettrico su extraurbano il consumo aumenta), più di 60 km, poi subentra il termico, con dolcezza, si percepisce l'ingresso solo per il rumore. L'auto è grossa, importante e dentro c'è spazio da vendere, ci stanno comodi individui di tutte le taglie. Certo, non siamo al cospetto di uno di quei Suv che t'incollano al sedile, forse lo fa la Design. Comunque, anche con il termico attivato, abbiamo registrato consumi superiori ai 15 km/litro, non male per un bestione del genere. Non abbiamo ancora i prezzi della Comfort, con batteria rinforzata: la Boost costa 39.800 euro e la Design 47.800. Interessanti i termini della garanzia, 6 anni/150.000 km per l'auto, ma: 8 anni/200.000 km per le batterie (ci confermano che, anche dopo 8 anni, dovrebbero mantenere almeno il 70% dell'efficienza) e 8 anni/150.000 km per i motori elettrici.
PAGELLA
POSTO GUIDA OTTIMO
ABITABILITA' OTTIMA
BAGAGLIAIO OTTIMO
PRATICITA' BUONA
MOTORI BUONI
PREZZI BUONI

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Giovanni Massini, romano, classe 1956, professionista, laureato in Legge nel 1979. Inizia a scrivere di motori, infrastrutture e trasporti nel 1990, per diventare presto capo redattore, presso la rivi...