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Europee, Stefano Bandecchi: "Forse c'è ancora dittatura. Meloni non ci riceve. Il sud ci premierà"

Stefano Bandecchi, leader di Alternativa Popolare Stefano Bandecchi, leader di Alternativa Popolare

"Abbiamo chiesto un appuntamento al presidente del consiglio, Giorgia Meloni, e al Viminale, ma ancora non abbiamo avuto risposta. Che ci sia un cortocircuito in atto è estremamente chiaro. Qualcuno si sta giustamente preoccupando, c'è qualcosa che non va". Parole di Stefano Bandecchi, leader di Alternativa Popolare, dopo l'esclusione alle elezioni Europee in tutte le circoscrizioni, tranne quella Meridionale. Nel corso di una conferenza stampa il sindaco di Terni ha spiegato che "Palermo non ha risposto quindi vuol dire che c'è una grande discussione in atto, altrimenti avrebbe risposto; Venezia e Milano si sono affiancati a ciò che ha detto Roma, che è niente. Mentre il sì è corredato e supportato di informazioni, il no è semplicemente no, non ci sono le firme, quindi ciao, punto e basta".
"Il Codice napoleonico è ancora l'ispirazione dei nostri codici, forse al sud c'è una maggiore capacità di analisi a livello giuridico, perché quello che sta succedendo al nord è gravissimo. Qualcuno deve avere il coraggio di dire che il Ppe non ci sarà in Italia. Comunque il sud ci premierà - prosegue - perché ha voglia di vendetta secondo me e deve capire che anche all'interno degli altri partiti c'è troppo nord, da tante parti c'è scritto nord, so che qualcuno ha anche fatto Forza nord, io faro Forza sud. Nel mio ottimismo malato - aggiunge Bandecchi - penso si possa ottenere il 4% anche solo al sud, lo dico a battuta ma nella mia testa è qualcosa di possibile. Ci sono 9 mln di elettori, andranno a votare 25 mln di italiani, si può anche superare".
"Dal 2014 Alternativa Popolare fa parte del Partito Popolare Europeo. Una nota molto chiara del Viminale dice che la lista del Partito Popolare Europeo, abbinata ad altri partiti, si può presentare alle elezioni e deve essere accettata perché a Bruxelles siedono già parlamentari del Ppe. Ci sconvolge da cittadini il fatto che l'Italia sia una nazione con troppe chiacchiere e fatti sempre confusi. Qui forse, e sottolineo forse, la dittatura non è mai finita. Speriamo che la magistratura possa mettere a posto questo piccolo errore e questa piccola schizofrenia che è avvenuta".
"Oggi gli unici che hanno il giusto sono quelli del sud che avranno anche Alternativa popolare nelle liste e potranno decidere se votare Ppe e Ap, mentre a tutti gli altri viene impedito. Noi ci aspettiamo che l'Italia sia unica e indivisibile, non che Napoli sia diversa da Milano. Invece i magistrati a Napoli sono più svegli: accettano le nostre liste citando la nota del Viminale", prosegue Bandecchi ricordando di avere "presentato delle liste autorizzate dal Ppe, di cui Ap è tra i fondatori dal 2014. Noi siamo gli unici che abbiamo chiesto l'autorizzazione al Ppe che ce la ha data con regolarità e sta scritta, quindi non stanno dicendo no ad Alternativa popolare ma al Ppe. Noi siamo l'ospite che va dietro al Ppe le corti d'appello che non hanno accettato la nostra lista non hanno accettato il Ppe".
Bandecchi ha parlato anche del caso Vannacci: "Giustamente la Difesa su Vannacci si è corretta dicendo l'Italia è una cosa, l'Europa è un'altra. Parliamo di un uomo, è giusto dire che la Difesa non deve fermare Vannacci, punto, finito. Ma non fatemi fare la campagna elettorale per lui? perché secondo me deve riflettere".
"Noi oggi abbiamo veramente bisogno di giustizia, giustizia europea. Alternativa popolare (Ap) va riammessa in tutte le circoscrizioni. Io posso capire che si abbia paura di Bandecchi imprenditore, ma Bandecchi bischero arriverà comunque e comunque noi lotteremo fino all'ultimo per arrivare a quel 4 per cento per avere Bandecchi in Europa. Bandecchi bischero potrebbe avere 4,5mln dei voti di quelli che normalmente non vanno a votare - prosegue - e che sono massacrati tutti i giorni da uno Stato che non è più uno Stato".






Giuseppe Silvestri, caporedattore web nell'ufficio di direzione. Ascolano, classe '67, ha iniziato a scrivere per i quotidiani a 17 anni. Al Gruppo Corriere dal 1995. Dopo esperienze in tutti i settor...