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Giuseppe Conte intervistato dal Corriere: "Alle elezioni in Umbria ce la giochiamo ovunque"

Giuseppe Conte Giuseppe Conte

"Il nostro obiettivo è dar seguito ai contenuti politici del Patto avanti anche alle regionali". Il leader e presidente dei Cinque stelle Giuseppe Conte, nel giorno del suo tour pre elettorale nel Cuore verde rilancia l'alleanza con Pd, Avs e civiche - un campo larghissimo che ormai sopravvive solo in Umbria - rilascia un'intervista che traguarda le europee e le amministrative e arriva fino alle regionali. Un dardo scagliato verso Palazzo Donini. Sì perché l'Umbria ? secondo Conte - è laboratorio, modello nazionale. Se regge questa maxi alleanza basata su candidature considerate di profilo (definite "di indubbio valore"), senza cedere a spartizioni interne, e programmi fatti su temi "sentiti" dalla gente, M5s punta ad essere determinante nella strategia del centrosinistra per provare a riconquistare l'Umbria. E tentare di incrinare la maggioranza di governo.

- Presidente Conte, torna in Umbria dopo il 2019, quando ci fu la prima prova alle regionali (poi andò male) di larghe intese in Umbria. Oggi il Patto avanti umbro resta forse l'unico esempio rimasto di campo largo: reggerà alla prova del voto?
Oggi siamo in una fase totalmente diversa rispetto al 2019. Cinque anni di destra al governo in Umbria sono stati un disastro sociale a partire dalla sanità. Oggi un umbro su dieci rinuncia alle cure. Visite ed esami sono imprenotabili e chi non ha disponibilità deve scegliere tra mangiare o curarsi. Non solo, ma la politica nera sul fronte ambientale porta l'Umbria indietro di trent'anni con un nuovo inceneritore. In Umbria è stato fatto un eccellente lavoro di confronto con le altre forze progressiste. Il Patto avanti è nato mettendo al centro i temi che stanno a cuore agli umbri, un manifesto politico che è nato dal basso nel rispetto della diversità e dell'identità di ogni singola forza politica.

-Per importi di redditi e pensioni l'Umbria è storicamente una delle regioni che sta sotto la media nazionale: quali sono le proposte del Movimento su questo fronte, anche per tutelare le fasce deboli?
Giorgia Meloni da due anni taglia le rivalutazioni delle pensioni e aumenta le tasse ai cittadini. È fuori dalla realtà. In Italia il 14% degli operai sono "lavoratori poveri", nel 2023 la povertà assoluta ha raggiunto il record storico e l'Umbria è la seconda regione del Centro con il reddito medio più basso. È doveroso da parte nostra continuare a batterci per il salario minimo legale. È una proposta che il M5S porta avanti da più di dieci anni e alla fine abbiamo convinto anche le altre forze di opposizione a condividere questa battaglia. Dopo che in Parlamento FdI, Lega e FI hanno affossato il nostro testo, alla vigilia del 1° maggio abbiamo depositato in Cassazione una pdl di iniziativa popolare. Rivolgo un appello ai cittadini umbri: venite numerosi a firmarla. Lavoro povero oggi significa pensione povera domani.

- Reddito di cittadinanza e Superbonus, misure che hanno avuto un grande impatto anche qui: sono state cassate perché insostenibili nel lungo periodo. Quali coperture ipotizza per poterle riattivare in un eventuale programma di governo?
L'Istat ha certificato che in questi anni, grazie al Reddito di cittadinanza, più di 1,3 milioni di famiglie sono uscite dalla povertà. In Umbria fra il 2019 e il 2023 il RdC ha raggiunto, in media, quasi 13mila nuclei all'anno. A gennaio 2024, il nuovo strumento previsto dal governo, l'Assegno di inclusione, è andato ad appena un quinto di questi: un totale fallimento. La furia di Giorgia Meloni non si è abbattuta su corrotti e corruttori, ma sui poveri a cui sono stati tagliati fondi per 1,7 miliardi. Dal canto suo, il Superbonus ha contribuito alla crescita record del Pil nel triennio 2021/2023 di oltre 13 punti, con una riduzione del debito di 17,6 punti: risultati da record. Noi crediamo che per finanziare misure di protezione sociale e investimenti vadano prese risorse là dove negli ultimi anni si sono accumulate enormi ricchezze: mi riferisco agli extraprofitti delle banche e del settore bellico. Su questo il tragico duo Meloni-Giorgetti ha preso in giro i cittadini. Risultato: l'Italia è risprofondata nei tempi bui della crescita da zero-virgola.

- Il Movimento in Umbria in nome del Patto ha rinunciato a candidati di bandiera a favore di nomi di area, non rischia di avere problemi sul fronte del consenso elettorale?
Abbiamo impresso un inedito rinnovamento politico in tutta la regione e il Movimento è stato determinante a partire dalla scelta dei candidati. Personalità che hanno dimostrato il loro indubbio valore nella vita reale, imprimendo una netta discontinuità con il passato e rifiutando ogni logica di consociativismo e clientelismo politico. Abbiamo mantenuto una ferrea intransigenza sui programmi e sull'etica della politica. Facciamo la differenza e i cittadini se ne stanno rendendo conto. Se fino a pochi mesi fa la destra sembrava inarrestabile nei comuni umbri, oggi è una partita aperta ovunque.

- Al tour pre elettorale di Elly Schlein di inizio maggio non si è visto alcun esponente dei 5 stelle: si aspetta che ci sia il Pd ad accoglierla? Marciare separati per colpire uniti?
L'Umbria è un laboratorio politico importante. Dopo le amministrative il nostro obiettivo è dar seguito ai contenuti politici del Patto avanti anche alle regionali. L'Umbria ha bisogno di rinnovamento.

Alessandro Antonini, 47 anni, giornalista professionista, è redattore del Corriere dellâ??Umbria dal 2003 e si occupa di politica, cronaca nera e giudiziaria. Ma non disdegna economia, sindacale, (m...