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Elezioni Europee, destre e nazionalisti avanzano ma la maggioranza Ursula tiene. Il nuovo parlamento

nuovo parlamento

Le destre avanzano, ma in Europa la maggioranza Ursula tiene. Questa l'estrema sintesi dell'andamento del voto a livello continentale. Ma come sarà composto il nuovo parlamento? Le opposizioni hanno compiuto importanti passi avanti, e non solo in Francia, stando alle ultime proiezioni, però, non riusciranno ad avere la maggioranza. Nella legislatura che verrà molto probabilmente sarà riproposta la coalizione attuale: Partito Popolare, Partito Socialista Europeo, Renew Europe (liberali). Il calcolo dei seggi non è ancora definitivo, ma quello del Ppe resta il primo gruppo, occupando 186 poltrone. I Socialdemocratici si fermano a 135 seggi a cui vanno aggiunti i parlamentari conquistati da Renew Europe, 79. Nel complesso 400 eurodeputati che rappresentano una maggioranza solida visto che complessivamente gli eletti sono 720. Il gruppo della sinistra (The Left) conquisterebbe 36 posti, mentre i Verdi 53. L'Ecr, il gruppo dei Conservatori e riformisti si fermerebbe a 73 e a 58 Id, Identità e democrazia. A chiudere il quadro i non iscritti (45) e i neo eletti senza appartenenza a un gruppo uscente (55).
Proiezioni - come scritto ancora non definitive - che si basano sulla struttura dei gruppi del Parlamento decaduto, senza ovviamente pregiudicare la composizione del nuovo in fase costitutiva. La presidente della Commissione uscente Ursula von der Leyen continua a ripetere la stessa parola d'ordine: "ampia maggioranza". Dei 720 parlamentari complessivi, infatti, almeno 100 sono in cerca di collocazione nei gruppi e il voto segreto con il rischio trasversale dei franchi tiratori e le possibili defezioni nel Ppe, spingono la presidente a cercare di allargare la maggioranza. Potrebbe bussare ai Verdi o effettuare un tentativo proprio con Fratelli d'Italia (in Ecr), ma hanno già annunciato il veto i liberali di Renew Europe. "Continueremo a lottare contro il progetto dell'estrema destra che vuole distruggere l'Europa dall'interno. Non ci saranno accordi con i gruppi di Giorgia Meloni, del Pis polacco e di Reconquête", spiega Valérie Hayer, presidente di Renew Europe. Von der Leyen ribadisce che "tutti vogliamo un'Europa forte e capace. Intendiamo proseguire con tutti coloro che sono pro-Europa, pro-Ucraina e pro-Stato di diritto". Possibili nuovi alleati? Risposte decise: porte aperte ai Verdi, anche se tutto è legato al programma, mentre per i parlamentari di destra dei singoli Paesi "l'attenzione ora è rivolta a gruppi politici più ampi e non a quelli nazionali".