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Motori, Bmw Serie 4: diesel dai 190 ai 340 Cv e benzina dai 184 ai 530 Cv

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La Bmw rimette le mani sulla Serie 4 ed aggiorna proprio tutte le versioni in chiave "My 2024": coupè, cabrio e le immancabili "M". Da notare che le "4" sono particolarmente apprezzate negli Stati Uniti, in Germania ed anche in Cina. Parliamo, comunque, di un aggiornamento davvero minimale, sia estetico che tecnologico, anche perché, parliamoci chiaro, queste auto già danno il massimo e, con l'aria che tira in tema di transizione elettrica, difficilmente vedremo qualche cambiamento endotermico epocale. Il look è rimasto praticamente lo stesso, ma cambiano tanti particolari: rimodellati e più sottili, i fari anteriori a LED, si nota la nuova griglia a doppio rene BMW disposta verticalmente e, sul posteriore, arrivano nuovi fari Laserlight. Poi c'è il pacchetto opzionale M Sport (anche in Bmw tanti optional), che ora aggiunge un diffusore nero ed i terminali di scarico, integrati nella grembialatura posteriore, che passano da 90 a 100 millimetri di diametro. Volendo, poi, ci si può sbizzarrire con altri optional, altri pacchetti (M Sport Pro e M Carbon exterior).
Internamente, troneggia il BMW Curved Display, gestito dall'Operating System 8.5 e, sempre come "Optional", ci sono le applicazioni in vetro CraftedClarity. Sempre "Optional" (sono troppi questi optional) o riservata ai vari pacchetti "Opzionali", la nuova superficie dei sedili in "M Performtex nero". Di serie, invece, i volanti sportivi (sono 2) con pulsanti multifunzione e palette del cambio, illuminati. Sulla Cabrio, il tetto soft-top ad arco (si legge: solido quanto un tetto rigido), si apre e si chiude in 18 secondi, fino a 50 km/h di velocità. I vari sistemi e la connettività possono essere agevolati, dall'attivazione di una "Personal eSIM", oltre alla SIM mobile integrata nel veicolo, il che consente di comunicare in 5G. Tutte le funzioni telefoniche sono gestibili tramite l'iDrive o il BMW Intelligent Personal Assistant. In alcuni Paesi europei, i sistemi consentono anche di pagare in automatico i parcheggi.
Capitolo motori, in gamma restano unità benzina e "Diesel" (anche la Bmw sembra infischiarsene delle varie vessazioni sui motori a gasolio: finché ci sarà domanda, ci sarà produzione) e abbinabili alla trazione posteriore o alla integrale xDrive, tutte con cambio Steptronic Sport a otto rapporti di serie. Da subito anche le immancabili, potentissime versioni "M". Iniziamo con i mild hybrid a 48V, disponibili sui 6 in linea Bmw e anche sul 4 cilindri diesel. I sei in linea più performanti, sono in dotazione delle versioni "M Performance", da non confondere con le "M", di cui parleremo poi. La tecnologia mild hybrid Bmw sfrutta un generatore di avviamento a 48V, che aggiunge 8 kW/11 Cv, al minimo movimento dell'acceleratore. I 6 cilindri delle M Performance sono da 3.0 litri, M TwinPower Turbo: la M440i benzina xDrive Coupé (integrale) eroga 374 CV, con coppia massima di 500 Nm; la M440d xDrive (integrale), diesel, eroga 340 Cv, con una coppia massima di 700 Nm. Sempre MildHybrid: il 4 cilindri diesel da 190 Cv e la potentissima 430d, 6 cilindri da 286 Cv. In gamma anche unità benzina a 4 cilindri: da 184 e 245 Cv.
Parliamo delle "M" che avranno anche una variante con cambio manuale a 6 rapporti, posteriore, da 480 Cv. Sempre posteriore, la Competition da 510 Cv, con cambio M Steptronic a 8 rapporti Drivelogic. Se però si sceglie la versione integrale "M xDrive", la potenza della Competition guadagna circa 20 Cv, 530 totali. La M4 Competition Coupé M xDrive è in grado di accelerare da 0 a 100 (il calcolo è in miglia, 62, che equivalgono a 99,7793 km) in soli 3,5 secondi. Come optional, sulle "M", c'è anche la modalità TRACK, rigorosamente per l'uso in pista (praticamente stacca tutto, tranne il piede di chi guida) e, disattivando solo il Dsc (Dynamic Stability Control), si può accedere, comunque, alla modalità 2WD (per qualche bella derapata in santa pace). Naturalmente: assetto, sterzo e freni, sono adeguati alle prestazioni. La Serie 4, comunque, beneficia di una struttura telaistica invidiabile, con distribuzione dei pesi 50:50. In quanto ad Adas e sistemi elettronici vari, c'è di tutto e di più. Non ci dilunghiamo oltre.

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Giovanni Massini, romano, classe 1956, professionista, laureato in Legge nel 1979. Inizia a scrivere di motori, infrastrutture e trasporti nel 1990, per diventare presto capo redattore, presso la rivi...