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Motori, previsioni carico fiscale motorizzazione 2023: superiore a 77 miliardi

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Si fa presto a parlare di rivoluzione della mobilità, della fine dei motori termici, della convenienza (tutta da verificare) delle auto elettriche, quando il gettito fiscale legato alla motorizzazione nazionale, che per la stragrande maggioranza è ancora termica, è il più alto d'Europa: la percentuale del comparto sul Pil, qui da noi, sta intorno al 3,6%, contro un 2,1% della media europea. Da considerare, poi, che nonostante il nostro mercato auto non abbia brillato, almeno nel 2022, l'Italia resta al terzo posto, dopo Germania e Francia, come maggiore contribuente del gettito fiscale europeo, sempre da motori, con un bel 18%. I dati, diciamo, scrutinati più recenti, sono quelli del 2022, estrapolati da uno spaccato ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) e vedono un piccolo calo delle entrate, rispetto al 2021, ma sempre un gran bel gruzzoletto: 71 miliardi di euro, una boccata d'ossigeno, per il nostro sistema fiscale e, per il 2023, che vede comunque una crescita del nostro mercato auto se ne prevedono più di 77. Secondo stime di InterautoNews, nel 2023, il mercato auto è andato un po' meglio, attestandosi a poco più di 1,56 milioni di unità (+19% sul 2022).
"Nel 2022 il settore auto ha generato un gettito fiscale superiore ai 70 miliardi di Euro ? ha commentato Roberto Vavassori, presidente ANFIA - e la variazione negativa rispetto al 2021 (-1,4%) non va letta come un alleggerimento programmato della pressione fiscale sul comparto. Deriva, invece, da fattori congiunturali come la riduzione delle accise introdotta a partire da marzo, per calmierare l'impennata dei prezzi alla pompa innescata dalla crisi energetica e come la contrazione del mercato delle auto nuove e usate". Da quanto risulta, l'elemento più importante, al primo posto, per la contribuzione dell'universo auto, resta quello relativo all'utilizzo: tra accise e varie, arriva a rappresentare il 77,8% del totale, superando i 55 miliardi di Euro (-1,4% rispetto al 2021). Nello specifico: 31,94 miliardi di Euro di tasse e prelievi, come sui carburanti; IVA, manutenzione, riparazione, acquisto ricambi, accessori e pneumatici, 12,27 miliardi di Euro, in aumento del 19,9% rispetto al 2021. Solo in seconda posizione, il gettito derivante dall'acquisto (versamento IVA e IPT), che fa il 12,1% del totale e vale 8,56 miliardi di Euro, in diminuzione del 5,8% rispetto al 2021, complice anche il calo delle vendite. In terza posizione, il possesso, il famigerato bollo auto, che incide per il 10,1%, pari a 7,17 miliardi (+4,4% rispetto al 2021).