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Meloni: la fusione Psa Fca cela un'acquisizione francese

Stellantis

"Repetita iuvant" e la nostra Presidente Giorgia Meloni lo ha ripetuto più volte: "L'operazione di presunta fusione fra Fca e Psa celava un'acquisizione francese dello storico gruppo italiano, tanto che nel Cda di Stellantis siede un rappresentante del Governo francese". La Meloni non è stata avara di critiche, nei confronti del gruppo automobilistico, evidenziando come anche Fiat ed altri marchi italiani, abbiano scelto vie fiscali, diciamo, più comode, spostando la sede fiscale "Fuori dall'Italia" e non finisce qui. "Le scelte del gruppo - ha proseguito la Meloni - tengono più in considerazione le esigenze francesi di quelle italiane". Le intenzioni del nostro Governo, d'altronde, sono chiare: tornare a difendere e potenziare l'interesse nazionale, creando incentivi per chi produce in Italia. "Vogliamo che in Italia - ha detto ancora la Meloni - si torni a produrre almeno un milione di veicoli e se si vuole vendere un'auto sul mercato mondiale, pubblicizzandola come gioiello italiano, allora quell'auto deve essere prodotta in Italia". Niente più incentivi a pioggia, dunque, per chi non produce e paga le tasse qui da noi, un monito diretto a tanti altri rami della produzione industriale. Certo, a Stellantis la cosa non è andata giù ed ha replicato con una nota stampa, attestando l'impegno dell'azienda in Italia, negli ultimi anni, quantificato nell'investimento di diversi miliardi. "Oltre il 63% dei veicoli prodotti lo scorso anno negli stabilimenti italiani di Stellantis - hanno sottolineato in azienda - sono stati esportati all'estero, contribuendo così alla bilancia commerciale italiana. Lo scorso anno sono stati prodotti oltre 752 mila veicoli (auto + veicoli commerciali), in crescita del 9,6% rispetto al 2022, di cui oltre 474 mila sono stati commercializzati all'estero. In particolare, con oltre 85.00 unità prodotte, Mirafiori ha un avuto un export pari al 93%, Cassino, con circa 48.800, del 75%, Pomigliano, con circa 215.000, del 41%, Modena, con circa 1240, del 92%, Atessa, con circa 230.000, dell'85%, e Melfi, con oltre 170.120, del 53%".

Giovanni Massini, romano, classe 1956, professionista, laureato in Legge nel 1979. Inizia a scrivere di motori, infrastrutture e trasporti nel 1990, per diventare presto capo redattore, presso la rivi...