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Sanità, sistema malato: il capitale umano disperso e il Piano Marshall che nessuno vuole (e sa) fare

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C'è un capitale che ogni terra dovrebbe tutelare. Sempre e comunque. Con tutte le sue forze. Il capitale umano. Se c'è una materia che non è mai mancata nel nostro Paese è quella grigia. Gli italici cervelli "sottili" hanno abbondato sin dall'antichità. Nell'arte abbiamo fatto scuola, spesso diventando punti di riferimento per il mondo intero, ma non ci sono mai mancati nemmeno abili inventori, valenti scienziati, costruttori visionari. La medicina ha fatto la sua parte, grazie a veri e propri luminari e a un sistema sanitario nazionale che pur partendo in netto ritardo rispetto ad altri Paesi, ha saputo recuperare il terreno fino a diventare d'esempio per le sue tre caratteristiche: universalità, eguaglianza ed equità di accesso alle prestazioni e ai servizi, assi portanti della riforma del 1978. Si pensi soltanto che nel 1861 la vita media in Italia era di circa 17 anni inferiore a quella in Svezia e su mille bambini nati sani, 232 morivano durante il primo anno. Secondo i dati pubblicati di recente dall'Eurostat e relativi al 2021, la speranza di vita media in Italia alla nascita ora è di 82,7 anni, terzo posto in classifica, a una manciata di mesi dalla Spagna (83,3) e dalla Svezia (83,1). Un dato figlio non solo della stratosferica differenza delle condizioni di esistenza rispetto a 150 anni fa, ma anche del sistema sanitario e delle crescenti politiche di prevenzione sul fronte della salute (in particolare nella lotta ai tumori), nutrite anche da un complesso, efficace, ma al tempo stesso delicato, meccanismo sociale in cui il volontariato recita un ruolo primario.
Purtroppo negli ultimi anni il sistema pubblico ha iniziato a zoppicare in maniera evidente. C'è chi sostiene che abbia influito in maniera decisa la riforma costituzionale, che ha conferito alle regioni competenza concorrente nell'organizzazione degli interventi a tutela della salute, pur nei vincoli dei principi fondamentali del Ssn (2001); chi punta il dito in maniera decisa contro l'incapacità della classe politica, che spesso, se non sempre, ha considerato il sistema più bacino di voti che struttura prioritaria da tutelare per garantire ai cittadini un diritto costituzionale; chi spara a zero contro le condizioni professionali riservate agli operatori della sanità. Quel capitale umano che, appunto, andrebbe tutelato e non sperperato, come se venisse incoraggiato a scegliere il privato per poter lavorare meglio e con maggiori soddisfazioni, economiche e professionali.
La carriera di Fausto Roila, primario di oncologia a Perugia, recentemente andato in pensione, ha rappresentato l'esatta applicazione concreta dei tre principi fondamentali della sanità: universalità, eguaglianza ed equità di accesso. Ma l'insegnamento del "medico del popolo" troppo spesso viene disatteso da chi ha il potere decisionale. E l'impianto complessivo del sistema non sempre risponde: si pensi solo alle interminabili liste d'attesa. In caso di emergenza, chi può non esita a rivolgersi a un privato invece che attendere a lungo. Come dargli torto? Già in passato su queste colonne abbiamo scritto e ribadito che mai come ora il Paese, e non da meno la Regione Umbria, avrebbe bisogno di una nuova svolta, di una rivoluzione concreta e tangibile, di una riforma totale ed efficace. Occorrerebbero un'elevata quantità di quella materia grigia di cui scrivevamo in apertura, ma anche e soprattutto un'ampia visione del futuro e una fortissima volontà politica e amministrativa. Ripetiamo le stesse parole di un editoriale di qualche settimana fa. Scrivevamo: "Servirebbe un vero e proprio Piano Marshall della salute per cercare di ristrutturare completamente il sistema. La nostra classe politica ne è capace?". Nessuno rispose allora. Nessuno risponderà stavolta.
giuseppe.silvestri@gruppocorriere.it

Giuseppe Silvestri, caporedattore web nell'ufficio di direzione. Ascolano, classe '67, ha iniziato a scrivere per i quotidiani a 17 anni. Al Gruppo Corriere dal 1995. Dopo esperienze in tutti i settor...