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Umbria, la strage sul lavoro: 110 morti in 5 anni. Lo shock delle bare in piazza: "Basta tragedie"

morti lavoro

Centodieci bare di legno per ricordare le vittime del lavoro in Umbria degli ultimi cinque anni. Quattro morti solo dall'inizio del 2024 a oggi, tutti nella provincia di Perugia. Tra i tanti nomi da non dimenticare c'è anche quello di Pamela, straziata da un telaio impazzito, di Alan, caduto da un impalcatura di trenta metri e di Danilo, 63 anni, schiacciato da un macchinario di 18 quintali. La figlia Michela dal palco di piazza IV Novembre, a Perugia, racconta la sua terribile esperienza e commuove tutti: "Era il 2 ottobre, la Festa dei nonni ed ero in pasticceria a comprare dei dolci. Squilla il telefono e quella chiamata, di appena 18 secondi, cambierà per sempre la mia vita". Il flash mob itinerante organizzato dalla Uil con lo slogan zero morti sul lavoro è di quelli che toccano il cuore e fanno tanto male allo stomaco. "Siamo stanchi delle pacche sulle spalle e delle parole di circostanza", dice il segretario generale della Uil dell'Umbria, Maurizio Molinari che lancia la proposta del cantiere sicuro, un protocollo per stabilire i criteri, le caratteristiche e le modalità di come si deve operare in quel Comune, partendo dall'applicazione del contratto nazionale per tutti i lavoratori. "Con questa campagna - evidenzia - vogliamo scuotere le coscienze di tutte le persone, lavoratori e istituzioni e mettere al centro la conoscenza e l'importanza della sicurezza nei luoghi di lavoro. E' inaccettabile contare così tanti morti in una regione piccola come la nostra".

Catia Turrioni, segno zodiacale Toro, redattore del settore cronaca nella redazione centrale del Gruppo Corriere. Ha iniziato come collaboratrice della redazione di Foligno del Corriere dell'Umbria, i...