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Umbria, causa aumento del costo delle materie prime, arrivano 100 milioni per le ferrovie regionali

L'assessore Melasecche foto L'assessore Melasecche con i nuovi binari per la riapertura di tutta la tratta Fcu

Altri 100 milioni per riaprire la Ferrovia centrale umbra tra Ponte San Giovanni e Terni e tra Città di Castello e Sansepolcro. Arrivano dal Foi, fondo opere indifferibili. Sì perché i 163 milioni stanziati dal Pnrr, con l'aumento dei costi delle materie prime, rischiavano di non bastare. Dopo l'impennata dei prezzi - in particolare di ferro e cemento a seguito del conflitto in Ucraina - Rfi ha inoltrato, circa un mese e mezzo fa, formale richiesta al governo per aumentare il budget. Come riportato in Gazzetta ufficiale, "Al fine di assicurare il completamento degli interventi infrastrutturali e tecnologici sulla rete della Ferrovia centrale umbra è autorizzata la spesa complessiva di euro 100 milioni, in ragione di 50 milioni per ciascuno degli anni 2025 e 2026". Subito il commento dell'assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Enrico Melasecche, che ha parlato di questo aumento dei fondi come "il frutto del confronto diretto a quattro con il ministro Matteo Salvini, la governatrice Donatella Tesei, il deputato e segretario della Lega Umbria Riccardo Augusto Marchetti e il sottoscritto. Cento milioni che assicurano la conclusione dei lavori e garantiscono la riapertura certa da Terni a Perugia, tratta classificata di interesse nazionale".
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