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Umbria, Federmoda Confcommercio: "Saldi zoppicanti, devono iniziare più tardi e durare meno"

saldi sconti

I saldi invernali sono andati male. Occorre cambiare le date e posticipare l'inizio. Ne è convinta Federmode Umbria Confcommercio che ribadisce quanto aveva anticipato già ad ottobre 2023 alla Federazione Nazionale e alla Regione Umbria: iniziare il 27 gennaio e non il 5. La richiesta era stata accolta e attentamente valutata dall'assessore Michele Fioroni, ma che ha trovato ostacoli nella Conferenza Stato Regioni, dove è prevalsa la volontà, espressa soprattutto da alcune Regioni del Nord Italia, nel confermare la data unica già indicata nel 5 gennaio.
"Il problema - spiega Federmoda Umbria Confcommercio - però è rimasto sul tappeto e la convinzione che sia urgente rivedere le vendite di fine stagione è stata ulteriormente rafforzata dall'andamento zoppicante dei saldi invernali, ancora in corso". Per questo l'associazione Umbra ha ribadito la sua richiesta, già inviata alla Federazione Nazionale, che si sostanzia in due elementi fondamentali: "Spostare l'inizio dei saldi estivi al primo sabato di agosto e quelli invernali all'ultimo sabato di gennaio e accorciarne la durata da 60 a 45 giorni". La Federazione umbra sta svolgendo da tempo un'azione di sensibilizzazione sul tema anche nell'ambito di Federmoda nazionale in cui, considerate le diverse realtà economiche rappresentate e le diverse tipologie di utenza "le posizioni non sono univoche. Una soluzione unitaria è quella auspicata, ma a prescindere da cosa accadrà a livello nazionale Federmoda Umbria Confcommercio è comunque determinata ad andare avanti nella sua battaglia e nella sua rinnovata richiesta alla Regione Umbria di riportare i saldi alla loro natura originaria di vendite di fine stagione".
"La partenza in salita dei saldi invernali e l'andamento complessivamente in calo che hanno fin qui registrato ? sottolinea Carlo Petrini, presidente di Federmoda Umbria Confcommercio ? rafforzano la nostra convinzione, condivisa da una larghissima maggioranza degli operatori del settore, come è risultato da una indagine da noi condotta. Riteniamo che i saldi abbiano sicuramente ancora una ragione d'essere, ma che debbano essere rimodulati in modo da iniziare quando le persone hanno una maggiore potenzialità di spesa. Non a caso anche quest'anno le vendite hanno iniziato ad essere significative solo dopo il 20 del mese, alla terza settimana, mentre la prima è stata del tutto negativa. Bisogna tornare alla vera stagionalità, per salvaguardare il consumatore, ma nello stesso tempo accrescere la marginalità delle imprese del settore, che da oltre un decennio vivono una crisi senza precedenti. Basti pensare che dal 2012 al 2023 i centri storici delle nostre città hanno perso il 25,5% delle attività del settore abbigliamento-calzature-accessori. L'andamento climatico che ormai non si può più considerare anomalo ? quest'anno in pratica non abbiamo avuto un vero inverno, e l'estate si prolungata fino ad ottobre ? l'aumento dei costi fissi e la concorrenza dell'online, che per tanti è un'opportunità non praticabile, ha contribuito a mettere in ginocchio la categoria. I saldi ? conclude Petrini - per tanti anni hanno rappresentato una iniezione di liquidità essenziale per le imprese, che concentravano in quel periodo circa il 30% del fatturato. Pur in un contesto di mercato e con dinamiche dei consumi profondamente mutati, dobbiamo restituire ai saldi il ruolo che hanno sempre avuto. Lo spostamento, o meglio il riposizionamento della corretta data porterà anche un riequilibrio con i fornitori per ridefinire le date degli acquisti, che oggi sono anticipate anche di un anno rispetto al periodo in cui i prodotti saranno poi esposti e messi in vendita nei nostri negozi. Questa per Federmoda Umbria è una battaglia prioritaria, che sosterremo anche da soli".