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Spinta all'economia umbra dal comparto della birra

settore birra

Chi beve birra campa cent'anni e in Umbria lo si sa bene, vista l'ottima produzione artigianale nel territorio. E c'è chi sta lavorando a offrire un futuro stabile al prodotto, anche attraverso iniziative dello Stato e delle regioni. Se dovesse essere approvata la proposta di legge dei deputati leghisti Carloni e Marchetti, appena incardinata presso la commissione agricoltura di Montecitorio, potrebbe davvero partire dall'Umbria una buona stagione per la birra. Ed è un dovere impegnarsi, anche perché che negli ultimi quindici anni la produzione di birra artigianale ha trovato sempre maggiore diffusione in Italia, Umbria compresa, coinvolgendo imprenditori, in gran parte giovani, pronti a impiegare nella produzione nazionale le conoscenze acquisite all'estero. L'Umbria ha dimostrato di essere un modello - secondo i due parlamentari - ed è per questo che potrà ambire ad essere riferimento a livello nazionale per quanto riguarda la promozione e la valorizzazione della birra agricola e artigianale. Altro elemento da considerare è stato il riconoscimento della birra artigianale, che fu contenuto nel cosiddetto «collegato agricolo» approvato nel 2016: ma, ahinoi, senza alcun intervento di più ampio respiro atto a regolare il settore. Ecco perché sono sempre più necessari gli strumenti fondamentali per una filiera che si sta rivelando strategica per il rilancio dei territori attraverso la coltivazione di prodotti fino a pochi anni fa sconosciuti in Italia. Ed è l'articolo 1 della proposta di legge che spiega bene gli obiettivi che si propongono al Parlamento (e va ricordato che anche una legge regionale è stata approvata in Umbria). Si punterà alla promozione e alla valorizzazione dei prodotti e delle attività dei produttori di birra artigianale. Anzitutto puntando a valorizzare la produzione birraia artigianale italiana e i suoi metodi di lavorazione. Altro passaggio importante previsto nella proposta di legge sarà l'incentivazione dello sviluppo della coltivazione e della qualità della lavorazione delle materie prime per la produzione birraia artigianale, con particolare riferimento alla produzione nazionale di orzo e di luppolo, sostenendo, ove opportuno, la creazione e lo sviluppo delle filiere locali. E chi lavora nel settore sa bene che cosa vuol dire. Altro obiettivo a cui si punta, la promozione della qualificazione delle competenze professionali degli operatori del settore. Dovrà inoltre esserci spazio adeguato per la promozione dello sviluppo dell'associazionismo economico e della cooperazione tra le imprese del comparto. A questo si affiancherà anche la promozione di una corretta informazione del consumatore, della ricerca applicata per il settore e del miglioramento delle condizioni di produzione, di trasformazione e di commercializzazione dell'orzo, del luppolo e dei loro derivati. Tutto questo sarà garantito, una volta approvate le norme, anzitutto dal tavolo di mediazione tra i Ministeri interessati al comparto, le agenzie, le realtà associative e produttive del settore e le Regioni: e questo anche per redigere un piano comunicativo nazionale di promozione della produzione brassicola a livello di filiera e di prodotto finale. Ovviamente ci sarà necessità di risorse economiche e si stabilisce nella proposta di legge Carloni-Marchetti che vengano predisposti stanziamenti per promuovere iniziative adeguate per coordinare l'attività e fornire impulsi economici e sistemici all'intero comparto brassicolo, con incentivi alle produzioni di orzo e di luppolo, che ancora non hanno raggiunto livelli tali da soddisfare completamente la domanda di prodotto nel mercato italiano. Non è finita qui, perché nel frattempo ci sono anche le iniziative legislative regionali. Proprio la regione Umbria ha recentemente approvato una legge proposta dalla consigliera della Lega Paola Fioroni, che assicura un sostegno concreto alla filiera birraria locale. Ora tocca alla legislazione di carattere nazionale. Buone speranze per gli operatori vengono anche dal fatto che proprio Mirco Carloni è presidente della commissione agricoltura della Camera e assieme a Riccardo Augusto Marchetti - che della Lega è segretario regionale - punteranno a coinvolgere i parlamentari dei vari gruppo per dare una corsia preferenziale alla proposta di legge. Poi, certo, servirà l'accelerazione anche dal ministero dell'agricoltura che non sarà insensibile al tema. Anche perché parliamo di una produzione che farà fare altri passi in avanti al settore agricolo in Europa.