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Così Tesei punta sul futuro. In Umbria arriveranno finanziamenti straordinari: 5.5 miliardi di euro

Donatella Tesei Donatella Tesei

In Umbria il dopo Tesei si chiamerà ancora Tesei. Perché i cinque anni di governo regionale della presidente della regione - prossima al rinnovo elettorale - sono stati all'insegna di un protagonismo del territorio che ha fatto crescere le opportunità. E i leader del centrodestra glielo hanno riconosciuto con la ricandidatura, su spinta di Matteo Salvini. Ma nessuno, tra Giorgia Meloni e Antonio Tajani, ha sollevato dubbi sulle sue capacità. Certamente in Umbria non accadrà l'errore di Terni che ha portato a far eleggere un sindaco davvero improbabile. Donatella Tesei ha affidato alla sua pagina di facebook i suoi propositi per le prime regionali: "La prospettiva di altri cinque anni di governo ci dà proprio la possibilità di proseguire con le politiche iniziate e centrare ulteriori risultati. Penso, anche qui per fare qualche esempio, alle politiche per la famiglia contro la denatalità che hanno bisogno di tempo per apportare gli effetti, alla messa a terra dei progetti Pnrr sui quali abbiamo fatto uno straordinario lavoro di intercettazione dei fondi, al prosieguo dei numerosi sostegni alle imprese e al consolidamento del brand Umbria, ai grandi progetti infrastrutturali, alla concretizzazione della riorganizzazione della rete sanitaria e della medicina territoriale. Tutti interventi già iniziati da tempo, ma che richiedono una più lunga gestazione prima al raggiungere la definitiva realizzazione". Ed in effetti a colpire in maniera clamorosa sono proprio i numeri relativi
al Pnrr
. In Umbria arriva una cifra straordinaria viste le dimensioni del territorio: la bellezza di fondi per oltre 5,5 miliardi che comprendono il Pnrr (oltre 3,6 miliardi), i cofinanziamenti nazionali/regionali (1,3 miliardi ), il Pnc (vale a dire le ulteriori risorse stanziate dai Ministeri per raggiungere gli obiettivi Pnrr) e il Pnc area Sisma (per un totale di 450 milioni) e il Pnrr Sanità (106 milioni). Moneta sonante per migliorare la qualità della vita. In agenda trenta grandi opere per un valore di tre miliardi e mezzo di euro. Non solo. Arrivano quattrini per i progetti Pnrr, Pnc (piano nazionale complementare) e Pnc area sisma nei quali la Regione dell'Umbria sarà il soggetto attuatore per un importo di 360 milioni, ai quali si aggiungono i progetti Pnrr Sanità che fanno salire il totale a poco meno di 470 milioni di euro. Gli Enti locali umbri, infine, sono attuatori di progetti Pnnr per circa mezzo miliardo. Un lavoro in sinergia, dunque, che non potrà che far crescere la credibilità (e la godibilità) del territorio. Con un dato ulteriore che va assolutamente evidenziato: l'impatto delle sole opere Pnrr regionali porterà ad una crescita del prodotto interno lordo regionale. Vuol dire più ricchezza per tutti. La conseguenza sono le assunzioni che potranno comportare circa 5.300 posti di lavoro in più ogni anno. L'Umbria si è guadagnata anche il plauso delle istituzioni nazionali ed europee per la messa a punto dei copiosi investimenti. Con i progetti legati alla "digitalizzazione, innovazione, competitività cultura turismo" si punta sull'attrazione del territorio. Sono 22 gli esperti che forniranno supporto alle pubbliche amministrazioni umbre nella gestione delle procedure complesse, al fine di accompagnare gli altri Enti attuatori nel percorso di messa a terra dei progetti entro i termini previsti. Tra le varie opere, circa 11 milioni di euro andranno al progetto di restauro e valorizzazione del patrimonio rurale che è in linea con le tempistiche previste. Vi sono inoltre due opere di rigenerazione urbana che riguardano l'ampliamento del centro operativo di Spoleto per la conservazione e manutenzione dei beni storico artistici e librari dell'Umbria (Santo Chiodo ed ex mattatoio) in cui, rientrando nel Pnc Sisma, la Regione è soggetto responsabile per la fase di affidamento progettazione ed esecuzione lavori. Poi c'è "Rivoluzione verde e transizione ecologica". Qui i maggiori investimenti riguardano l'ammodernamento dei frantoi oleari, il rinnovo della flotta treni con mezzi elettrici o a idrogeno, l'acquisto di autobus a metano, elettrici ed idrogeno e relative infrastrutture di alimentazione, progetti che in totale utilizzano quasi 30 milioni di fondi Pnrr e che risultano in corso d'opera e senza problematiche. Ancora, investimenti per "Infrastrutture per una Mobilità sostenibile" che in estrema sintesi vede tra l'altro l'ammodernamento della ex Fcu (Ferrovia Centrale Umbra). La Regione, soggetto attuatore di primo livello, ha sottoscritto un accordo con Rti, soggetto attuatore di secondo livello, per 163 milioni di euro iniziali ai quali si sono aggiunti ulteriori 100 milioni (per aumento dei costi dei materiali) previsti dalla legge di Bilancio dello Stato 2024-26, per un totale di 263 milioni. Ad oggi il costo previsto per il compimento dell'opera ammonta a 318 milioni. La Regione, che continua le interlocuzioni con il Governo per il reperimento dei restanti 55 milioni di fondi, sta procedendo alla realizzazione dell'opera per stralci. Le tempistiche attuali sono in linea con il cronoprogramma. Idem per il resto del Piano nazionale di ripresa e resilienza: l'intera operazione - comprese le politiche per la salute - faranno solo bene al territorio. E il tutto rappresenterà il miglior biglietto da visita per la riconferma della governatrice Donatella Tesei.