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Trasimeno, finalmente si comincia a passare dalle parole ai fatti

lago trasimeno

Il lago Trasimeno non lo vuole "uccidere" nessuno. E da più parti, istituzionali e politiche, tutti sono impegnati nel salvataggio di un sito fondamentale anzitutto per l'Umbria. Lo Stato, le regioni Umbria e Toscana, l'autorità di bacino dell'Appennino centrale: c'è un gioco di squadra per gli interventi necessari. E la stessa opposizione parlamentare, con i deputati Pd Simiani e Ascani, ha avuto le prime risposte ai quesiti posti in una recente interrogazione; dichiarandosi "parzialmente soddisfatta" nel questione time svolto in settimana in commissione ambiente alla Camera dei Deputati. Il problema principale è rappresentato dall'impiego delle acque dell'invaso artificiale, vista la riduzione della risorsa idrica del lago Trasimeno. La diga impiega infatti - a parlare sono le osservazioni tecniche esposte al sottosegretario Claudio Barbaro (Fdi) e da questi riferite alla commissione parlamentare - la risorsa idrica, infatti, per varie cause antropiche (Acqua potabile e fini irrigui), ambientali (deflusso ecologico per il Tevere) e di contenimento idrogeologico (laminazione delle piene, conservazione di spazio in caso di incremento dei livelli del Lago Trasimeno). C'è quindi da riutilizzare le acque eccedenti il livello della diga, per rimpinguare il livello del Lago Trasimeno. I tecnici suggeriscono ovviamente di valutare la qualità delle acque da immettere nel lago, e garantire comunque gli altri utilizzi della diga. E proprio su questo stanno studiando, facendo simulazioni, approfondimenti e riflessioni i vari soggetti istituzionali, con il contributo dell'Università. Il problema, semmai, è che da troppo tempo se ne parla, ma ormai pare che emerga la volontà comune di salvare il Trasimeno. Bisogna evitare di sottrarre altre risorse idriche al lago; e attraverso i fondi Pnnr, si sta sviluppando una rete irrigua per finalità agricola fra la diga di Montedoglio sul fiume Tevere, nel comune di Anghiari (Arezzo) e l'area del Lago Trasimeno. Quei soldi che ora ci sono restituiscono finalmente una speranza. Nella loro interrogazione, Simiani e Ascani hanno tenuto a sottolineare che "il lago è arrivato al suo minimo storico in termini di livello idrometrico così come segnalato ripetutamente dal Centro funzionale umbro. Attualmente il livello delle acque si aggira infatti intorno ai 135 centimetri rispetto allo zero idrometrico". E la preoccupazione dei parlamentari si è rivolta alla sopravvivenza delle numerose imprese (zootecniche, agricole, turistico-ricettive) che operano nel territorio del Trasimeno, a cui sono peraltro legati migliaia di posti di lavoro, strettamente legata alle sorti del lago. Di qui i chiarimenti offerti da Barbaro in commissione a nome del governo e del ministero dell'impiego. Con la conferma formale che "potrebbero essere impiegate acque in eccesso nei periodi autunnali e invernali, ad oggi non trattenute nell'invaso". A tal fine, ha aggiunto il sottosegretario, "la regione Umbria sta sviluppando un'analisi che, partendo dall'esame dei fabbisogni idrici, tramite studi e simulazioni, delinei i possibili scenari legati alle modalità gestionali, con verifica dei volumi fruibili in relazione ai diversi utilizzi. La regione ha, altresì, richiesto la collaborazione dell'università di Perugia, anche allo scopo di verificare eventuali impatti, a livello eco-sistemico". Poi, le risorse economiche. Barbaro ha segnalato che "il PNRR ha finanziato opere per efficientare l'uso potabile nella zona dei comuni dell'area del Trasimeno con prelievo dalla diga del Chiascio, anche al fine di ottimizzare l'uso della risorsa idrica nell'intera porzione di territorio, secondo lo schema proposto dal Piano Regolatore Regionale degli Acquedotti dell'Umbria, nonché per incrementare la sicurezza dell'approvvigionamento. E infine risulta in funzione il collegamento fra la diga di Montedoglio sul fiume Tevere, nel comune di Anghiari (Arezzo) e l'area del Lago Trasimeno per fini irrigui; pertanto, gli agricoltori di detta area possono attingere dalla rete di adduzione e distribuzione proveniente dalla diga, evitando, così, di prelevare direttamente dal lago". Un raggio di sole sul Trasimeno? È la speranza alimentata dal dibattito parlamentare. Starà poi a chi lavora sul campo di fare la propria parte e nei tempi più brevi per far sì che alle parole seguano i fatti concreti. Intanto, registriamo positivamente che sia crescente l'interesse verso la soluzione dei problemi. Ed era ora dopo troppi anni.