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Il Pnrr occasione di progresso. Quattrini da spendere meglio

riunione regione umbria

Ne arrivano di quattrini all'Umbria con il Pnrr. Oltre 3500 progetti finanziati, 2410 in provincia di Perugia e 925 nel Ternano. Ma il tutto cresce se si considerano anche altri elementi legati alle tipologie del Pnrr. Fonti regionali ricordano il numero delle opere totali che salgono a 4.400 per un importo totale di 4 miliardi di euro considerano nelle varie fattispecie Pnrr, Pnrr Sisma e Pnrr Sanità. Questo totale raggiunge i 5,2 mld se si considera il cofinanziamento delle grandi opere. Dalla digitalizzazione scuola, università e ricerca; da impresa e lavoro a cultura e turismo; dall'inclusione sociale alle infrastrutture; dalla transizione ecologica alla salute: otto macrovoci per rendere accessibile il futuro del territorio all'innova-zione. Andando ancora più nello specifico, nella provincia di Perugia 1 miliardo e quattrocento milioni di euro finanzieranno 2400 progetti comunali e 10 provinciali. Il territorio di Terni riceverà poco più di 724 milioni per 918 progetti comunali e 7 provinciali. Insomma, in una pur piccola ma orgogliosa regione si è messa in moto una macchina imponente: stavolta gli stessi amministratori locali non hanno lesinato sforzi e creatività per cogliere le opportunità finanziate dall'Unione europea. Ovviamente, ci sono cofinanziamenti locali che ampliano le risorse a disposizione per i singoli progetti. Ad esempio, la digitalizzazione. L'Umbria spenderà 790 milioni di euro, 435 dei quali provenienti dal Pnrr, per 933 progetti diffusi tra le due province in una proporzione tra due terzi e un terzo. Il comune di Perugia, per l'intero Pnrr, investirà circa 198 milioni di euro per 56 progetti locali: ben 164 milioni sono destinati alle infrastrutture. Quasi 112 milioni, ad esempio, serviranno per un progetto già validato: la realizzazione della linea bus Rapid Transit prevista dal piano urbano della mobilità sostenibile.
A Terni città, invece, ci sono 152 progetti ma per 98 milioni di spesa. Assume particolare significato la spesa di 14 milioni per il teatro Verdi, finalizzato alla definitiva riapertura. La stessa Regione Umbria si sta dando da fare con la sua struttura. 275 progetti su cui investire per il territorio. A spiccare sono i quasi 74 milioni per l'assistenza domiciliare con un ampliamento significativo della presa in carico dei cittadini. Il progetto è in cooperazione con il ministero della Salute e vede proprio la regione come soggetto attuatore nell'ambito degli interventi di medicina territoriale. Per la mobilità, Rfi interverrà con la bellezza di 2 miliardi per far crescere i percorsi infrastrutturali umbri: in programma, per le ferrovie, ci sono il raddoppio della Fabriano-Castelplanio; la riqualificazione delle stazioni; l'impiantistica multitecnologica; e interventi sulle varie linee di collegamento essenziali. E c'è tanto altro ancora per il territorio nei vari settori di intervento. In sostanza l'Umbria può davvero aspirare a vivere una stagione di progresso sociale, economico e culturale con risorse ingenti. Si metterà alla stanga per far fruttare i tanti quattrini in arrivo un'intera classe dirigente: e tutto questo contribuirà anche a creare lavoro vero per le nuove generazioni. Certo, occorrerà evitare intoppie burocratismi che non mancano mai. Il freno ai progetti è sempre in agguato e mai come ora occorrerà attenta sorveglianza all'attuazione di ogni singola misura. Ma si avverte un clima di fiducia che contribuirà a rendere più grande una regione piccola: nelle ambizioni, nella qualità, nella capacità di spesa. Nei giorni scorsi, una riunione convocata ad hoc dalla presidente della Regione Donatella Tesei ha evidenziato come l'Umbria abbia messo a segno performance più rapide e incisive rispetto alla media nazionale e del Centro Italia, così come per quel che concerne le tempistiche della rendicontazione dove l'Umbria è, a parimenti di altre tre Regioni, tra le migliori d'Italia. Il che è di per sé già un risultato altamente significativo. Nel vertice sul Pnrr è stato anche sottolineato che in merito a tutti i progetti, compresi quelli in cui sono soggetti attuatori le grandi aziende di Stato, al momento non appaiono criticità che mettano in dubbio la loro concretizzazione nelle tempistiche previste. Gli uffici regionali dedicati, oltre a monitorare i grandi progetti appena citati ed a mettere a terra quelli in cui la Regione è soggetto attuatore, svolgono un ruolo di supporto agli oltre 4.300 progetti dove i soggetti attuatori sono gli Enti Locali.