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Umbria, dal governo arrivano 4.7 milioni per le zone montane. Marchetti: "Risorse preziose"

Riccardo Augusto Marchetti Riccardo Augusto Marchetti

In Umbria arrivano soldi per la montagna e pure copiosi. In più giunge una nuova legge nazionale ad hoc che non potrà che far bene al territorio, su proposta del ministro Calderoli. Ne è felice Riccardo Augusto Marchetti, che è segretario umbro della Lega e da pochi giorni responsabile anche degli enti locali nel centro Italia per il partito di Salvini: per il deputato del Carroccio è un grande salto in avanti.
Ma quel che più gli interessa sono i finanziamenti decisi proprio dal ministero di Calderoli. Dice Marchetti: "C'è la firma sul decreto ministeriale degli Affari regionali che predispone il trasferimento delle risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane per l'anno 2023. Grazie al lavoro incessante del ministro Calderoli sono in arrivo nella nostra Umbria oltre 4,7 milioni, da destinare a interventi che promuovano e realizzino politiche in favore delle zone e delle genti delle aree montane. Risorse sicuramente preziose e fondamentali per la salvaguardia di quei territori che, anche in Umbria, hanno bisogno di tutele e investimenti adeguati. Questo è il pragmatismo e la concretezza della Lega al governo, avanti così".
E indubbiamente il pacchetto milionario potrà essere investito in attività che faranno bene alle aree di montagna e ai cittadini residenti oltre che al turismo.
Di più: il consiglio dei ministri ha poi approvato in via definitiva il disegno di legge che prevede Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane. Si tratta di 23 articoli che ridefiniscono in modo organico le politiche per la montagna, con strategie di crescita triennali e lo stanziamento di circa un miliardo di euro fino al 2033, a partire da 100 milioni quest'anno. Il testo dà risposte concrete ai problema della montagna, compreso chi ci lavora. Tra le varie novità - anche sul piano fiscale ? quelle alla condizione dei lavoratori frontalieri e per le professioni di montagna presenti. Ad esempio, arriva il sospirato riconoscimento per le professioni di guida alpina, aspirante guida alpina, accompagnatore di media montagna, guida vulcanologica, maestro di sci e gestore di rifugio quali presidi per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale delle zone montane. Ognuno con la sua competenza e la professionalità che serve in aree così importanti e delicate.
Poi, sono previsti anche interventi straordinari che le Regioni potranno attuare attingendo al Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane: oltre alla costruzione di bacini idrici, casse di espansione e vasche di laminazione, è prevista la realizzazione di attività di monitoraggio e studio del comportamento dei ghiacciai e dell'evoluzione nel tempo delle loro caratteristiche morfologiche. Proprio in quest'ottica, un articolo specifico disciplina la formazione superiore nelle zone montane. Il provvedimento di Calderoli in sostanza dà attenzione prioritaria ai servizi essenziali - quali scuola e sanità - e al sostegno alla residenzialità contro lo spopolamento.
Comprensibile la soddisfazione del ministro dopo il via libera di Palazzo Chigi: "Un ulteriore passo avanti nell'iter di questo provvedimento", spiega Calderoli. "Finalmente ? aggiunge il ministro ? grazie a questo disegno di legge si potrà valorizzare la vera montagna, colmando una lacuna del nostro ordinamento e dando quella definizione chiara di ?montagna' che manca da troppo tempo. Lo dobbiamo per rispetto di quel 35% dei territori italiani che è montano. Per noi le zone montane hanno un'importanza strategica anche in ottica di interesse nazionale, ecco perché prevediamo incentivi allo sviluppo economico e delle imprese, agevolazioni per favorire i giovani e il ripopolamento dei territori montani. Ora attendiamo fiduciosi l'inizio dell'esame del Parlamento" conclude Calderoli.
E l'Umbria potrà approfittarne, prestando particolare attenzione anche alla nuova normativa. Proprio Marchetti ci tiene a sottolineare al Corriere dell'Umbria lo sforzo del governo per la montagna "grazie al forte impegno della Lega". E dice: "Noi siamo entrati nel 2022 erogando 96 milioni, che era lo stanziamento precedente". Dal 2023 il fondo è diventato di oltre 200 milioni. Sono stati stanziati l'anno scorso anche: 11 milioni per il sostegno in un momento complicato agli impianti di risalita con innevamento artificiale; ?4 milioni nell'imprenditoria femminile a supporto di start-up innovative di quelle donne che lavorano in per la montagna. Insomma, aggiunge il parlamentare di Salvini, "fondi raddoppiati, supporto alle donne e sostegno agli impianti di risalita più la legge per la Montagna per valorizzare davvero territori riducendo i divari".