Per aprire questo sito web è necessario che javascript sia abilitato, correggi le impostazioni del tuo browser e ricarica la pagina. Buona lettura!

Bombetta pacifista per Elly Schlein

Marco Tarquinio Marco Tarquinio

Ci conterà pure su quel gruzzolo di voti umbri, Marco Tarquinio, ma quanto deve penare. Alle europee il Pd ha messo in lista l'ex direttore dell'Avvenire originario di Assisi, provocando un mare di polemiche. Per due motivi: da una parte è "troppo pacifista", dall'altro è "troppo cattolico". Signori, è il piddì. L'entourage di Elly Schlein minimizza la confusione: la formula magica è il "partito inclusivo". E così si può far competere il tutto e il contrario del tutto. Pacifisti e guerrafondai, cattolici e abortisti, romanisti e laziali. E il popolo dovrebbe votare il guazzabuglio. Del resto, questa sta diventando la caratteristica del partito. I dem non perdono occasioni per dividersi, si uniscono solo nelle "battaglie" che non vincono. Ma pensarli al governo del Paese fa venire i brividi. D'altronde, perché in Umbria hanno dovuto mollare il potere dopo una vita a dominare? Perché il collante delle poltrone non basta più, e quando non ne hanno tutto si sfascia inevitabilmente. Il caso Tarquinio è di scuola. In particolare sulla guerra in Ucraina e sul conflitto israelo-palestinese. Anche se, va detto, il tema guerra e pace divide un po' tutta la sinistra e c'è da fronteggiare la concorrenza di Michele Santoro con la sua lista e quella di Conte che la parola pace l'ha messa persino nel simbolo elettorale. Tarquinio ha detto la sua anche sul conflitto mediorientale: "In Palestina non parlerei di genocidio, è una parola pesante che va usata a ragion veduta, ma Israele sta compiendo un'operazione di pulizia etnica. C'è una tendenza a svuotare un territorio da quelli che lo abitano, si chiama 'Domicidio', la distruzione sistematica delle case". Anche la scelta delle parole è curata, una distinzione permanente. E poi, appunto, sull'invio di armi a Zelensky: "Se il Pd cambierà idea sull'invio di armi? Se un partito di sinistra non è in grado di tenere alta l'idea che la politica e la diplomazia valgono più delle armi e che la pace è l'obiettivo da realizzare, ma che cosa sta dicendo al mondo, alla società alla quale si rivolge, all'Europa che vogliamo fare? Questa è la dimensione costitutiva". E aggiunge: "Sono contrario da sempre all'invio di armi in qualunque teatro di guerra. Sono per stare accanto in ogni altro modo possibile ai popoli aggrediti. La guerra in Ucraina, due anni dopo e in uno scenario che abbiamo inzeppato di armi, si sta solo aggravando". Ve lo immaginate a Perugia in un comizio con l'ex ministro della Difesa Guerini? Comunque la si voglia mettere, ormai è fatta: Marco Tarquinio, classe 1958, folignate di nascita e appunto assisano di adozione, è in ogni caso un ?pezzo da novanta' della lista del Pd per il collegio Centro. Le cronache quotidiane che si occupano di lui lo indicano come il nome su cui puntano l'ala moderata e quella pacifista del partito guidato da Elly Schlein, "per tornare a fare la voce grossa negli equilibri interni". Scrivono i più attenti al dibattito interno sui candidati della circoscrizione dell'Italia centrale messi in campo dal Nazareno nel Lazio, in Toscana, nelle Marche e in Umbria. Tarquinio potrà essere alla fine della campagna elettorale un campione di preferenze: e chi se ne intende vede nei sostegni che sta ricevendo dai pezzi grossi di un partito ricco di correnti soprattutto a Roma, scommette sulla sua possibile vittoria alla fine del film. Ma quanto potrà parlare liberamente l'ex direttore di Avvenire? Ad esempio - e questo fa arrabbiare i più estremisti della compagnia, e non solo - è contro il ddl Zan, il matrimonio egualitario, la maternità surrogata, l'aborto, l'invio di armi all'Ucraina. Trovata su X: "Tarquinio con questo Pd non c'entra niente". Un vecchio lupo della politica umbra - che però vuole restare anonimo, "con Elly non si sa mai" - svela: la volontà della Schlein "è allargare il partito alla ?società civile'. "Come se i compagni fossero invicili". E si capisce il perché della riservatezza... Ha gioco facile un politico esperto come Maurizio Ronconi, a definire come "problema drammaticamente serio presentare in lista personaggi come Cecilia Strada o Marco Tarquinio che si dichiarano tout court pacifisti come se il resto del mondo politico fosse guerrafondaio. Per di più questi pacifisti vorrebbero favorire la pace vietando l'invio di armi all'Ucraina spalancando così le porte all'invasione russa e alla certa sottomissione del popolo invaso". E aggiunge, non senza ragione: "Il vero problema è questa contraddizione nel Pd, questo equivoco irrisolto tra presunti pacifisti e ancor più presunti guerrafondai che una volta trasferito nel Parlamento Europeo contribuirà a ribattezzare l'Italia in Italietta. Questo non aiuterà nessuno, ancor meno l'Italia".