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Umbria, pesca alla trota. Legambiente: "La Regione mette a rischio la conservazione della specie"

trota mediterranea

In Umbria ancora una volta Legambiente lancia l'allarme sui possibili danni causati dalle riproduzioni tardive delle trote a causa delle alte temperature registrate durante l'inverno. In un documento Legambiente spiega che "a nulla sono valse le ripetute sollecitazioni all'assessore regionale Morroni di posticipare l'apertura della pesca nelle acque interne e istituire una zona ad esche artificiali a prelievo determinato su un tratto di fiume Nera nei pressi di Borgo Cerreto, dove negli ultimi tre anni la Regione Umbria ha fatto ripopolamenti di trote mediterranea con avannotti di lunghezza di 3/4 cm e trotelle allo stadio giovanile di misura non superiore a 10/12 cm". "Non è servito - spiega l'associazione - nemmeno l'accordo, non facile da raggiungere, che ha portato Legambiente Umbria e le principali associazioni di pesca sportiva a trovare una mediazione, accogliendo l'anticipo della pesca al 25 febbraio a piede asciutto, ma confermando unitamente la richiesta di istituzione della zona ad esche artificiali a prelievo determinato sul fiume Nera per salvare i tanti esemplari di trote di piccola taglia di misura inferiore a cm 22 (misura minima di prelievo prevista dall'attuale regolamento regionale sulla pesca sportiva)".
La giunta regionale e l'assessore Morroni "assecondando le pretese di un pugno di pescatori, baratta impegno, risorse economiche e straordinari risultati ottenuti, e riconosciuti anche dal mondo scientifico, nell'ambito del progetto di conservazione della trota mediterranea per un po' di consenso. Del resto siamo in piena campagna elettorale!", scrive sempre Legambiente.

E ancora: "Anticipare la pesca in una stagione come quella di quest'anno, con un ritardo di almeno un mese della fase riproduttiva e soprattutto consentire la pesca con esche naturali (che a differenza di quelle artificiali arrecano più danno al pesce in fase di cattura e causano maggiore mortalità per gli esemplari al di sotto della misura minima di prelievo) proprio in quei tratti di fiume Nera che più di altri sono interessati, da tre anni a questa parte, dalla reintroduzione di trotelle di ceppo nativo mediterraneo, vuol dire compromettere consapevolmente i risultati ottenuti fino ad oggi dal Life Imagine e gettare via le tante risorse pubbliche investite nel progetto. Da trent'anni a questa parte, con la Gestione degli ecosistemi acquatici della Valnerina, Legambiente Umbria ha dimostrato che è possibile coniugare la salvaguardia della natura con la fruizione consapevole delle attività di pesca sportiva e lo sviluppo locale sostenibile e che le regole dei no kill non sono più viste dalla gran parte del mondo della pesca sportiva come limitazioni ideologiche da ambientalisti alla loro passione, ma un modo per partecipare e contribuire alla protezione della natura e degli ecosistemi. Lo dimostrano il numero di club di pesca e di scuole di pesca a mosca che sostengono e partecipano alle attività promosse dall'associazione e i tanti pescatori, anche stranieri e di fuori regione, che frequentano ogni anno i no kill della Valnerina".
Legambiente si rivolge dunque ai pescatori umbri e marchigiani con un sentito appello: "L'impegno della Regione Umbria nella salvaguardia della biodiversità, della Rete natura 2000 e degli ecosistemi acquatici non può essere ad intermittenza e in balia di becere pressioni pre elettorali. Ci appelliamo al buon senso dei pescatori, che raggiungeranno la Valnerina: venite a godervi le bellezze del fiume e ad apprezzare i tangibili risultati ottenuti dai progetti di salvaguardia della trota nativa mediterranea, evitando di pescare in quei tratti più popolati da trote di piccola taglia. Solo così si potrà evitare di contare i danni di una strage indiscriminata di fauna ittica".