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Giovanni Allevi fa piangere mezza Italia da Sanremo: "E' crollato tutto, ma dal dolore tanti doni"

Giovanni Allevi Il maestro Giovanni Allevi

Giovanni Allevi fa piangere mezza Italia. Sul palco del Festival di Sanremo il maestro e pianista è tornato a suonare dopo quasi due anni. Uno stop necessario per affrontare un tumore, un mieloma multiplo. Presentato da Amadeus, è stato accolto da un lungo e commosso applauso. Poi Allevi, maglione nero, jeans e berretto, è stato protagonista di un lungo e commovente monologo, che riportiamo di seguito.
"All'improvviso mi è crollato tutto. Non suono più il pianoforte davanti a un pubblico da quasi 2 anni. Nel mio ultimo concerto, a Vienna, il dolore alla schiena era talmente forte che sull'applauso finale non riuscivo ad alzarmi dallo sgabello e non sapevo ancora di essere malato. Poi è arrivata la diagnosi, pesantissima, ho guardato il soffitto con la sensazione di avere la febbre a 39 per un anno consecutivo. Ho perso molto, il mio lavoro, i miei capelli, le mie certezze, ma non la speranza e la voglia di immaginare.
Era come se il dolore mi porgesse anche degli inaspettati doni. Vi faccio un esempio: non molto tempo fa, prima che accadesse tutto questo, durante un concerto, in un teatro pieno, ho notato una poltrona vuota. Mi sono sentito mancare. Eppure quando ero agli inizi ho fatto concerti davanti a 15-20 persone ed ero felicissimo. Oggi, dopo la malattia, non so cosa darei per suonare davanti a 15 persone. I numeri non contano. Sembra paradossale detto da qui. Ogni individuo è unico, irripetibile e a suo modo infinito. Un altro dono: la gratitudine nei confronti della bellezza del Creato. Non si contano le albe e i tramonti che ho ammirato da quella stanza di ospedale, il rosso dell'alba è diverso da quello del tramonto e con le nuvolette è ancora più bello. Un altro dono: la gratitudine e la riconoscenza per il talento dei medici, degli infermieri, di tutto il personale ospedaliero. La riconoscenza per la ricerca scientifica, senza la quale non sarei qui a parlare. La riconoscenza per il sostegno della mia famiglia (e si commuove, ndr). La riconoscenza per la forza, l'affetto e l'esempio che ricevo dagli altri pazienti. I guerrieri, così li chiamano, magari cerchiamo un altro termine, ma non mi viene in mente niente. Ma lo sono anche gli ausiliari e lo sono anche i genitori (piange ancora, ndr). I genitori dei piccoli guerrieri. Ora, come promesso, vi ho portato tutti qui con me sul palco, anime splendenti, esempio di vita autentica (e mima di dare le mani a dei bimbi, ndr). Prima di andare all'ultimo dono, facciamo loro un applauso. Ho ancora un dono. Ma quanti sono? Quando tutto crolla e resta in piedi solo l'essenziale, il giudizio che riceviamo dall'esterno non conta più. Io sono quel che sono, noi siamo quel che siamo. Eppure sento che in me c'è qualcosa che permane ed è ragionevole pensare che permarrà in eterno. Io sono quel che sono, voglio andare fino infondo a questo pensiero. Se le cose stanno così, cosa mai sarà il giudizio dell'esterno? Voglio accettare il nuovo Giovanni. Vado? (e si toglie il cappello, mostrando i suoi capelli color argento, ndr). Com'è liberatorio essere se stessi. Si chiama fenomeno di accentuazione cognitiva: per onorare la vostra attenzione, per dare forza e speranza alle tante persone che come me stanno ancora lottando, suonerò di nuovo il pianoforte davanti al pubblico. Attenzione però, ho due vertebre fratturate. E tremore e formicolio alle dita, nome tecnico: neuropatia. Però, però, non potendo più contare sul mio corpo, suonerò con tutta l'anima".
Giovanni Allevi ha poi suonato il pezzo Tomorrow, raccogliendo calorosi applausi durante l'esecuzione e una standing ovation al termine. Amadeus ha spiegato pubblicamente che si tratta del momento più emozionante del Festival di Sanremo. Ha poi annunciato il nuovo tour del maestro Allevi che prima di lasciare il palco dell'Ariston ha abbracciato calorosamente il conduttore, ringraziandolo.

Giuseppe Silvestri, caporedattore web nell'ufficio di direzione. Ascolano, classe '67, ha iniziato a scrivere per i quotidiani a 17 anni. Al Gruppo Corriere dal 1995. Dopo esperienze in tutti i settor...