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Cani, gatti e furetti: in Italia sono oltre 15,5 milioni quelli con il microchip. In Umbria 485.826

cani umbria

In Italia gli animali con il microchip sono più di 15.5 milioni. Per l'esattezza 15 milioni e 600.787. Al 4 febbraio 2024 risultano iscritti nelle Anagrafi regionali degli animali d'affezione 14.298.845 cani, 1.299.321 gatti e 2.621 furetti. I dati sono stati resi noti dall'Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa). Una popolazione in continua crescita, considerato che lo scorso anno gli animali d'affezione registrati erano 14.983.797, di cui 13.838.856 cani, 1.142.504 gatti e 2.437 furetti. Le cifre, spiega l'Oipa, sono estratte dalla banca dati dell'Anagrafe degli animali d'affezione gestita dal Ministero della Salute, che viene alimentata e aggiornata almeno una volta al mese dalle Regioni e dalle Province autonome. La Regione con più animali microchippati è la Lombardia con 2.484.207 animali (2.014.516 cani, 468.689 gatti e 1002 furetti), mentre l'ultima è la piccola Valle d'Aosta con 35.009 animali da affezione (28.830 cani e 6.179 gatti). Nella classifica delle Regioni secondo è il Veneto (1.648.410), seguito dall'Emilia Romagna (1.543.895), dal Piemonte (1.250.097) e dalla Campania (1.248.539). E l'Umbria? Per il Cuore Verde l'Oipa comunica solo il dato relativo ai cani che sono 485.826. Non risultano gatti né furetti. Del resto il microchip è obbligatorio soltanto per i cani e l'Oipa chiede che venga esteso anche a gatti e furetti. "L'obbligo del microchip per i cani è un efficace metodo di lotta al randagismo sia per identificare i cani presenti sul territorio, sia per riportare in famiglia animali smarriti. Stessa funzione potrebbe avere per gatti e furetti - spiega il presidente dell'Oipa, Massimo Comparotto - In Italia, la legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo (legge n.282/91) ha reso obbligatoria l'iscrizione di ogni cane all'anagrafe regionale, sia esso di proprietà privata o randagio, e questo è un chiaro ostacolo all'abbandono di un cane adottato da un canile. Occorrerebbe ora introdurre l'obbligo anche per gli altri animali d'affezione". L'Oipa, inoltre, suggerisce di far controllare il microchip almeno una volta l'anno poiché vi possono essere casi, anche se rari, di microchip guasti e dunque non leggibili.