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Morte Nicola Gelmetti a Spoleto, la procura indaga: "Omessi esami specifici". Attesa per l'autopsia

ospedale di Perugia L'ospedale di Perugia

Avrebbero omesso di "operare una corretta diagnosi e di prescrivere specifici esami clinici", come ad esempio quello della troponina e di disporre approfondimenti diagnostici che avrebbero forse potuto salvare Nicola Gelmetti, l'imprenditore spoletino morto sabato 3 febbraio a casa sua dopo essere stato dimesso dal pronto soccorso dell'ospedale di Spoleto.
Per la sua morte, il pm Michela Petrini, ha iscritto nel registro degli indagati due medici: si tratta in particolare del responsabile del turno del pronto soccorso in servizio al San Matteo degli Inferni e del cardiologo che, in telemedicina, ha esaminato l'Ecg effettuato al paziente a Spoleto. Dopo le 20 infatti - Gelmetti era arrivato in ambulanza in ospedale alle 19.40 - nell'ospedale della città del festival, non c'è un cardiologo. Il servizio ormai è ambulatoriale: dalle 8 alle 20. Sabato Gelmetti, già operato al cuore qualche anno fa e costantemente sottoposto a controlli, era arrivato in ospedale a bordo di un'ambulanza. L'avevano chiamata il figlio e la ex moglie che lo avevano raggiunto a casa dopo la sua richiesta di aiuto perché si stava sentendo male. L'uomo avrebbe accusato una pesante debolezza e malessere diffuso, tanto da non riuscire nemmeno a stare in piedi. Dopo alcuni esami in pronto soccorso, a mezzanotte e un quarto era stato dimesso. La mattina dopo il figlio era andato a prenderlo a casa e lo aveva trovato morto. Purtroppo per lui non c'era stato nulla da fare. I familiari avevano immediatamente sporto denuncia presso i carabinieri di Spoleto e il pm ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche. Dopo l'apertura dell'inchiesta per omicidio colposo, il pm ha indagato i due medici e oggi, dopo il conferimento dell'incarico per l'autopsia, verrà effettuato l'esame che potrà spiegare cosa ha ucciso Gelmetti. L'autopsia verrà eseguita dal medico legale Luca Tomassini, affiancato dalla tossicologa, Paola Melai. I due medici, assistiti dagli avvocati Giuseppe Gasparri e Sauro Galli hanno nominato propri consulenti, così come i familiari di Gelmetti, rappresentati dall'avvocato Valeria Rossi. La procura di Spoleto, alla guida del procuratore facente funzioni, Vincenzo Ferrigno, ai due medici chiede in particolare, oltre al motivo del decesso, di stabilire "se il deceduto soffrisse di patologie che abbiano determinato in via esclusiva o concorso a cagionare l'evento morte" e di accertare se "siano ravvisabili eventuali condotte omissive o commissive da parte dei medici che hanno avuto in cura Gelmetti e che abbiano determinato o concorso a determinare l'evento morte. In caso positivo si specifichi se l'accertamento diagnostico e il trattamento sanitario dal momento del soccorso alle dimissioni sia stato conforme ai parametri di prudenza e diligenza. In caso negativo si indichino i trattamenti non correttamente impartiti anche alla luce delle linee guida, l'eventuale loro rilevanza nella determinazione dell'evento, nonché i medici che ne siano stati autori, specificandone i ruoli".

Francesca Marruco, classe 1980, giornalista professionista è redattrice al Corriere dell'Umbria. Si occupa principalmente di cronaca nera e giudiziaria. Dalla pandemia in poi, che ha costretto tutti ...