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Perugia, campagna elettorale e veleni. Ecco cosa accadde il giorno degli scontri in piazza

scontro lega ferdinandi Una foto di quel giorno del 2015

La campagna elettorale per l'elezione del nuovo sindaco di Perugia si infiamma per fatti ed avvenimenti del 15 maggio 2015. Luca Merli, assessore comunale alla sicurezza in quota Lega, attacca Vittoria Ferdinandi che quel giorno insieme ad altri giovani contestò duramente Matteo Salvini, leader del Carroccio, e le forze dell'ordine. Ferdinandi replica con altrettanta durezza, parlando di "campagna d'odio e denigrazione squadrista". Ma cosa accadde quel giorno? Riportiamo il servizio che il giorno dopo pubblicò il Corriere dell'Umbria, firmato dal nostro giornalista Alessandro Antonini.
"Scontri di piazza, contestazioni, insulti, sputi. Ma anche visite tra la gente, battere di mani, comizi: Matteo Salvini arriva nel Cuore Verde, verde come il colore della Lega Nord, di cui è leader. Però si rivela una giornata in chiaroscuro, con un pezzo di regione che lo applaude e lo segue, un altro pezzo che gli si oppone, in modo duro, scatenando anche problemi di ordine pubblico. "Razzista, fascista, muori". Uno sputo in faccia. Partiamo quasi dalla fine, da Perugia, piazza del Bacio, ore 18. I contestatori vengono confinati davanti la stazione di Fontivegge, transennati. Decine e decine di carabinieri e agenti in assetto antisommossa chiudono gli accessi. Nel frattempo in piazza i candidati della Lega e i supporter si presentano e snocciolano il programma. Ma un pezzo di manifestanti si stacca, percorre via Mario Angeloni e si affaccia da dietro, dalla sommità della piazza, "accerchiando" i leghisti. Centocinquanta circa i primi, duecento i secondi. Attimi di tensione. Il comizio dell'europarlamentare davanti all'entrata dell'ex Upim scorre via nonostante i canti al megafono tipo "Salvini a testa in giù". Lanci di bottiglie fanno da antipasto agli scontri. Guerriglia urbana. Un ragazzo fermato, più di uno identificato. I tafferugli giusto alla fine della manifestazione. Quando i supporter leghisti sciolgono le righe e i contestatori si avvicinano alla gente che esce dalla piazza. Per evitare lo scontro fisico (oltre trecento tra tutti) polizia e carabinieri bloccano anche il traffico, sotto la palestra Corpus, cercando di tamponare i singoli che provano a infilarsi tra le colonne delle stesse forze di polizia. Lo scontro è inevitabile. Almeno un giovane fermato, immobilizzato a terra, e altri identificati.
Salvini parla per quasi mezz'ora: contro il clientelismo del centrosinistra, contro l'immigrazione incontrollata, contro la sanità che non va, che vede sempre più fughe all'esterno, contro le infrastrutture che mancano, in primis le strade. Con lui il candidato presidente Claudio Ricci, che lo segue dal mattino, e il commissario umbro Stefano Candiani. "Due sindaci non a caso". Di Ricci elogia il fatto che non ha messo l'Iperf ad Assisi: "Trovatemi uno così in giro per l'Italia". Crede di poter vincere in Umbria, con la Lega primo partito. Salvini è tanto convinto che prepara il terzo evento umbro, dopo Agriumbria e la due giorni che si chiude oggi, il 25 maggio sarà a Terni. Le tappe Si parte da Montefalco, di buon mattino, passeggiata per il borgo e analisi delle potenzialità turistiche, della filiera ambiente-enogastronomia e cultura, che l'Umbria non sviluppa appieno. E le tipicità, da difendere. L'arrivo a Marsciano, alle 10,30, e la prima contestazione. Manifesto giallo con su scritto "Salvini arva' a casa tua", lui circondato da decine di militanti e simpatizzanti prova a ignorarli, ma una quarantina di contestatori si fa sentire. A primi insulti il leader della Lega provocatoriamente manda baci a chi lo riempie di contumelie.
Un giovane gli si avvicina e gli sputa in faccia. "Prendetegli gli estremi, lo denuncio", "sono solo poveri scemi": e il clima si scalda una volta di più. I militari acquisiranno le immagini per dar seguito alla querela. Nel frattempo altri contestatori imbrattano di rosso la sede leghista. Scontri con i carabinieri poco dopo la sfilata davanti alla statua dei fratelli Ceci (fucilati dai fascisti, ndr) allorché il corteo viene fatto fermare. Altra contestazione in via Marconi, all'imbocco di piazza Carlo Marx. Ancora cori e urla, col traffico bloccato e altri momenti di tensione per gli automobilisti. I carabinieri decidono di scortare il segretario leghista fuori da Marsciano. Non mancano fibrillazioni tra gruppi di marscianesi, tra cui non pochi simpatizzanti di Salvini.
Si arriva a Papiano, frazione natale di Ricci, e qui un altro siparietto: foto su una ruspa con vicino l'icona di San Francesco. A Mattino 5 aveva detto che sarebbe servita "una ruspa per spianare i campi rom". I frati di Assisi si dissociano, parlano di accostamento "da brividi" e invitano a non strumentalizzare il Poverello. Strali anche per Ricci. A Città di Castello nessuna contestazione, incontro con i commercianti e via verso San Feliciano, dove entra dentro la cooperativa di pescatori (accompagnato dall'ad Valter Sembolini), prende in mano casse di pesce, "vorrei pescarne io di cosi" (è un patito ma per hobby), si concede un giro in barca. Si impegna per difendere questo e altri mestieri a Strasburgo. Idem per i lavoratori del Mercatone Uno, incontrati in negozio. Segue la vertenza in giro per l'Italia. Strette di mano e fucilate al piattello al Caccia village di Bastia. Nella visita al Corriere dell'Umbria, prima si ferma alla redazione sport per vedere l'arrivo del Giro d'Italia, poi commenta l'aggressione della bambina a Terni, parla dell'immigrazione che "va controllata, anche qui in Umbria è fuori controllo, un governatore di centrodestra vi aiuterà". Auspica che martedì in parlamento Ue si portino gli accordi di Dublino, una sua vecchia battaglia oggi "riscoperta da tutti". Torna sui contestatori, "figli di papà che vanno ai cortei con l'elmetto", in contromanifestazioni "agevolate, non tollerate ma agevolate" dal centrosinistra. L'Umbria? La sanità non attrae "in tanti vanno a curarsi fuori", le strade sono "una Parigi-Dakar". "Troppi sprechi" e assistenzialismo. Soprattutto, "non c'è stata una vera opposizione, come in Toscana e nelle Marche". Il centrodestra ha sempre "giocato a perdere". Ma ora c'è la Lega di Salvini, che aspira a essere "la prima forza politica". Vincere in Umbria? "E' alla portata, io ci credo". In serata chiusura a Valfabbrica e Gualdo Tadino.

Alessandro Antonini, 47 anni, giornalista professionista, è redattore del Corriere dellâ??Umbria dal 2003 e si occupa di politica, cronaca nera e giudiziaria. Ma non disdegna economia, sindacale, (m...