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Perugia, ascoltata in tribunale la ragazzina violentata a 7 anni. L'orco era lo zio acquisito

ragazzina violenze La ragazzina ha confermato le violenze (foto d'archivio)

Ha confermato tutto in mezzo alle lacrime: le violenze, le minacce, la paura. La ragazzina, violentata dallo zio acquisito e vicino di casa, arrestato nelle scorse settimane, è stata ascoltata in aula a Perugia dal gip con la formula dell'incidente probatorio. Le sue parole diventeranno una fonte d'accusa nel processo che verrà. Intanto però proseguono le indagini, verrà conferito l'incarico agli esperti che dovranno esaminare il contenuto dei telefoni cellulari e del computer sequestrato all'uomo: gli inquirenti andranno a caccia dei messaggi che l'uomo aveva inviato alla bambina per terrorizzarla e costringerla a subire i suoi comportamenti criminali. Messaggi inquietanti che devono aver spaventato a morte la piccola. Tanto che per anni non ha detto nulla. Secondo quanto emerso dalle indagini infatti, le violenze sarebbero iniziate addirittura quattro o cinque anni prima, vale a dire quando la bimba aveva sette, al massimo otto anni. Dopo la denuncia il 47enne era andato a casa dei genitori della vittima a dire che non era vero e che si era inventata tutto, forse contando sul fatto che sarebbe bastato far sparire tutte le chat in cui minacciava la piccola. Dall'analisi dei suoi cellulari e del suo tablet, sequestrati all'inizio del mese, è emerso infatti che il 47enne aveva cancellato tutto. E' stato a quel punto che la procura ha avanzato richiesta di custodia cautelare in carcere per l'indagato. La piccola e la sua famiglia sono assistiti dall'avvocato Delfo Berretti mentre l'arrestato da Ilario Taddei.