Per aprire questo sito web è necessario che javascript sia abilitato, correggi le impostazioni del tuo browser e ricarica la pagina. Buona lettura!

Morto in un incidente a Perugia. La sorella di Josué Salazar Monar: "Chi ha visto tutto ci aiuti"

Josue Salazar Josué Salazar Monar

"Chi ha visto l'incidente di mio fratello Josué, per favore ci chiami, noi siamo convinti che la dinamica non sia quella che stanno dicendo. Josué era molto esperto nel guidare la sua moto ed era anche sempre molto prudente quando era alla guida. Ci hanno detto che sarebbe caduto a terra dopo aver perso il controllo della sua moto e solo dopo sarebbe arrivata la macchina, ma noi vorremmo esserne più che sicuri perché non ci crediamo, per questo facciamo appello alla donna che si trovava nella seconda auto giunta sul luogo dell'incidente che potrebbe aver visto ogni cosa e non è mai stata sentita da nessuno". Josué Salazar Monar, 28 anni appena, è morto nella notte tra il 4 e il 5 maggio lungo il raccordo di Perugia a causa di un incidente in cui è rimasto coinvolto con la sua moto. La polizia stradale giunta sul posto ha subito sequestrato l'auto su cui viaggiavano due ragazzi, quella cioè che ha investito Josuè. La procura - il fascicolo è del procuratore aggiunto, Giuseppe Petrazzini - ha iscritto immediatamente per omicidio stradale, come da prassi in questi casi, nel registro degli indagati il conducente dell'automobile, un giovane perugino. Lui, sentito nell'immediatezza, secondo quanto riferisce il suo legale, Maria Siniscalchi, ha negato di avere investito prima o dopo la caduta il 28enne. A questo proposito, mercoledì 14 maggio è iniziata l'ispezione dell'auto sequestrata e già dai primi accertamenti sarebbe emerso che l'automobile ha invece investito il giovane, tanto che nella parte bassa del veicolo sono stati trovati brandelli di vestiti del ragazzo e i lacci delle scarpe nei cerchioni degli pneumatici. Del resto, che un investimento era avvenuto, i poliziotti della stradale lo avevano riscontrato sin dal primo momento: secondo quanto appreso infatti, il corpo del ragazzo era almeno 200 metri dopo il presunto punto di impatto della moto a terra, individuato grazie ai segni lasciati dalla moto sull'asfalto. Nei giorni scorsi invece era stata eseguita l'autopsia sulla salma di Josué dal medico legale nominato dalla procura, professor Massimo Lancia. Gli esiti, che non necessariamente potrebbero sciogliere tutti i dubbi, sono attesi nei prossimi giorni. Andrebbe infatti chiarito se sono state le lesioni causate dall'automobile a determinare la morte del 28enne o se a essergli stata fatale, è stata la caduta dalla moto e quindi l'impatto con la strada. La famiglia del giovane si è intento rivolta all'avvocato Manuela Spirito, seconda la quale, oltre ai necessari esami dei mezzi e agli accertamenti medico legali, va fatta una perizia cinematica, per ricostruire la dinamica dei fatti. Purtroppo, oltre ai racconti dei testimoni - la polizia stradale intervenuta sul posto ha ascoltato tutti i presenti che si sono fermati - non ci sono altri modi per ricostruire l'intero incidente. Non ci sono infatti telecamere che hanno ripreso l'accaduto, quindi, se qualcosa è accaduto di diverso da quanto raccontato dai presenti, non è possibile saperlo. A questo proposito, la ragazza che viaggiava in auto col giovane indagato, avrebbe detto che, poco prima dell'incidente, la moto li aveva superati. Ad ogni modo, come auspicato dalla famiglia del ragazzo deceduto, l'avvocato Spirito sta cercando tutti i testimoni che si sono fermati a prestare soccorso al momento dell'incidente lungo il raccordo. Intanto, in casa Salazar e nel quartiere di San Sisto, dove Josué viveva, piangono un ragazzo di 28 anni nel fiore degli anni.