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Perugia, documenti e contratti di lavoro falsi per ottenere la residenza. Tre indagati

procura perugia La procura della Repubblica di Perugia

Falsi documenti e contratti di lavoro per ottenere la residenza e restare in Italia. La procura di Perugia ha indagato tre romeni per falso. Si tratta - stando a quanto si apprende - di soggetti dediti all'accattonaggio. L'indagine è stata svolta dall'ex municipale di Perugia. "Nei giorni scorsi - fa sapere il procurato capo Raffaele Cantone - personale della polizia locale di Perugia ha notificato a tre cittadini di origine rumena domiciliati a Perugia l'avviso di conclusioni indagini per i reati di falso ideologico in concorso". Gli agenti della polizia locale, dopo la presentazione della domanda di iscrizione all'anagrafe del Comune da parte di due donne e un uomo di origine rumena, era stato incaricato di svolgere "mirati accertamenti finalizzati a verificare l'autenticità della documentazione prodotta". Accertamenti che sono partiti dall'analisi dell'effettiva capacità reddituale dei richiedenti, condizione prescritta dalla normativa vigente per l'iscrizione all'anagrafe. Alcuni elementi ravvisabili poi dalle buste paga prodotte hanno fatto nascere "sospetti sulla loro genuinità in quanto pur essendo riferibili a due diverse società, reali e attive, riportavano medesimi dati di matricola, posizione assicurativa, mansioni e stipendio". UIteriori indizi circa la "falsità della documentazione presentata, sono stati ravvisati su una lettera di assunzione apparentemente emessa da una società con sede in Abruzzo". Incrociando i dati acquisiti anche con dati dell'Inps e dell'Arpal Umbria, personale della polizia locale di Perugia - fa sapere lo stesso Cantone - ha accertato l'inesistenza di qualsivoglia "rapporto lavorativo per i tre rumeni in questione, la cui iscrizione nell'anagrafe della popolazione residente è stata rigettata". Con la notifica dell'avviso della conclusione delle indagini preliminari "gli indagati potranno presentare, anche per i tramite dei rispettivi legali, documenti a sostegno delle proprie tesi difensive chiedendo di essere sottoposti a interrogatorio. Dalla polizia locale si apprende che sono numerosi i casi di revoca dell'iscrizione all'anagrafe previa verifica del rispetto dei requisiti previsti dalla normativa. Un'attività di prevenzione che, come in questa fattispecie, porta a scoprire anche reati di maggior gravità.

Alessandro Antonini, 47 anni, giornalista professionista, è redattore del Corriere dellâ??Umbria dal 2003 e si occupa di politica, cronaca nera e giudiziaria. Ma non disdegna economia, sindacale, (m...