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Perugia, maxi operazione antidroga a Fontivegge: 9 misure cautelari. Scoperta piazza dello spaccio

blitz antidroga

Blitz antidroga della polizia all'alba del giorno giovedì 1 febbraio a Fontivegge, Perugia. Scoperto traffico di droga di tipo hashish, eroina e cocaina. Sei arresti e tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. I nove individui, di nazionalità tunisina compresa tra i 32 e i 54 anni - sono gravemente indiziati, in concorso con altri 12 soggetti, del reato di detenzione e spaccio di stupefacenti. L'operazione ha interessato la zona della stazione di Fontivegge, piazza Vassalli in particolare. In azione la squadra mobile di Perugia con il supporto del Reparti prevenzione crimine Umbria - Marche e delle unità cinofile antidroga della polizia di Stato. Secondo quanto riportato nella nota della procura di Perugia a firma del procuratore Raffaele Cantone, le indagini sono iniziate nel giugno 2023, con appostamenti, pedinamenti e monitoraggio delle telecamere di sorveglianza. Dalle indagini è emersa una vera e propria piazza di spaccio, documentando circa 800 episodi criminosi. Gli indiziati agivano indisturbati, esponendo le varie sostanze sopra i muretti, pesando e confezionando le dosi alla presenza dell'assuntore. Gli agenti hanno individuato compiti e ruoli di ognuno con particolare riferimento alle modalità di gestione e direzione dell'attività di spaccio svolta nel piazzale: coordinatori, fornitori dei vari gruppi di spacciatori e vedette, che supportavano l'attività di spaccio monitorando gli accessi in piazza e allertando gli altri in caso di arrivo delle forze dell'ordine. La polizia ha così dato esecuzione all'ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Gip del Tribunale di Perugia. Per i sei indagati arrestati, è prevista la custodia in carcere per un periodo che varia da 1 anno a tre mesi. Per gli altri tre, l'obbligo di presentazione è previsto per un periodo che varia da due anni a sei mesi. Contestualmente agli arresti sono state anche effettuate le perquisizioni domiciliari che hanno consentito di sequestrare numerosi supporti informatici, i quali saranno oggetto di successive indagini. Tre dei destinatari delle misure cautelari sono irreperibili e sono state attivate le ricerche anche in ambito internazionale.