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Perugia, Avis ha svelato i dati del 2023: sono state 6.158 le donazioni del sangue

Stefano Migliorati Stefano Migliorati, presidente Comunale Avis

Sono state oltre 6 mila le donazioni dei soci Avis nel 2023. I dati sono stati diffusi nel corso della 58esima assemblea annuale Avis Comunale Perugia. E' stato il presidente Comunale, Stefano Migliorati, a illustrare ai presenti i dati relativi alle donazioni. Nello specifico, sono state 6.158 registrando un aumento del 5,10% rispetto al 2022. Sono stati 687 i nuovi donatori alla prima donazione che, sommati ai 393 soci riattivati dopo due anni, hanno raggiunto quota 1.080 soci, pari al 20,2% del totale, "segno di un notevole ricambio a parità del numero complessivo di donatori, rimasto sostanzialmente immutato rispetto all'anno precedente (1082)" scrive in una nota Avis Perugia. Presenti Leonardo Varasano, assessore alla Cultura del Comune di Perugia; Margherita Scoccia, assessore all'urbanistica del Comune di Perugia; Enrico Marconi, Presidente regionale Avis; Giorgio Meniconi, Presidente provinciale Avis; Giovanni Magara, Consigliere regionale Avis. Ad aprire l'incontro è stato il Presidente di Avis Comunale Perugia Stefano Migliorati, che ha ringraziato Roberto Tosti, Presidente della Cassa Edile di Perugia e a Daniela Farinelli per l'ospitalità ricevuta. "Questo dato ci rende felici ? ha aggiunto Migliorati - ci dice che abbiamo lavorato bene, ma non ci fa stare tranquilli perché la carenza di sangue è ancora un problema. È importante continuare a motivare i donatori, avvicinare nuovi donatori in modo che scelgano di entrare a far parte della nostra associazione, consapevoli che poter donare è un privilegio, poiché significa in primis, essere in buona salute". Un dato importante emerso dall'analisi dei dati è quello relativo all'età dei donatori: solo il 19% ha meno di 25 anni, tra i nuovi oltre la metà (54%) sono al di sotto dei 26 anni, con netta prevalenza delle donne rispetto agli uomini. "In generale, purtroppo l'indice donazionale rimane molto basso, perché solo una piccola parte dei potenziali donatori, decide di farlo. - ha aggiunto il presidente Avis ?. È per questo che dobbiamo comunicare maggiormente il nostro gesto, perché solo coinvolgendo direttamente un familiare, un figlio, un amico, un collega di lavoro, riusciremo a fargli capire la bellezza e l'importanza di questo gesto salvavita, donandogli anche uno screening medico gratuito e incrementando quel senso di appartenenza e di cittadinanza attiva che vince l'egoismo e genera azioni concrete di pace".


Andrea Pescari dopo la laurea triennale al corso di Scienze della comunicazione dell'Università di Perugia, ha conseguito la magistrale in Comunicazione pubblica, digitale e d?impresa con una tesi su...