Per aprire questo sito web è necessario che javascript sia abilitato, correggi le impostazioni del tuo browser e ricarica la pagina. Buona lettura!

Orvieto, stazione dei treni sempre più vuota: spariti edicola, bancomat, scale mobili e termosifoni

La stazione di Orvieto La stazione ferroviaria di Orvieto

"Fino a non molti anni fa, quando il territorio del comprensorio pulsava ancora di vita e sana energia positiva, anche
Orvieto aveva una stazione ferroviaria di tutto rispetto, una stazione con la S maiuscola". Usa il passato Pasquale Di Paola, pendolare. "E' acclamato - scrive - che il suo stato di salute, meglio di ogni altro elemento, descrive e denota le qualità e vitalità di un territorio, tanto più se questo fa dell'offerta turistica uno dei suoi maggiori sostegni economici. Non per nulla la stazione ferroviaria è la prima cartolina che si presenta agli occhi dei tanti turisti che arrivano e l'ultima che rimane impressa nella mente dei turisti che ripartono. Non tanto tempo fa la stazione di Orvieto era un luogo accogliente e vitale, come lo era il territorio che serviva. Non tanti anni fa, c'era la possibilità di lasciare un bagaglio nell'apposito luogo destinato a ciò. C'era un comodo ed utile sportello bancomat dove poter prelevare contanti appena scesi dal treno o prima di salirvi. C'erano le scale mobili, elemento che più di ogni altro la caratterizza e la identifica. C'era l'edicola, attività assolutamente necessaria e indispensabile. Con il trascorrere degli anni, nell'assoluta indifferenza generale, di tutte queste cose non è rimasto più nulla. E la stazione, come il territorio circostante, anno dopo anno è andata spegnendosi. Dopo l'abolizione della possibilità di lasciare bagagli in custodia deposito, è sparito lo sportello bancomat, sostituito da un artigianale pezzo di legno a forma quadrata di colore giallo. Non è passato che qualche mese dalla sparizione dello sportello bancomat che è sparita anche l'edicola. Non è sparito il gabbiotto che la conteneva, con ancora in bella vista, squallidamente vuota e impolverata, la vetrata che conteneva riviste, gadget vari e quotidiani. Residui di calcinacci e di materiale cartaceo popolano la sua pavimentazione, suscitando in chi ci passa vicino ancora di più un senso di degrado e di abbandono. Sono sparite anche le scale mobili, sostituite da un ascensore che funziona solo in determinate fasce orarie. Sempre non tanto tempo fa, per rendere meno gelate le attese dei viaggiatori o delle persone che erano in fila per acquistare titoli di viaggio o abbonamenti, c'erano posizionati sulle varie pareti della sala di ingresso, tre o quattro elementi di riscaldamento in ghisa, che avevano il compito di rendere meno freddo e gelato l'ambiente. Spariti anche loro. Nei momenti di attesa, nelle mattinate dei periodi maggiormente freddi dell'anno, conviene aspettare i treni all'esterno della stazione, dove il freddo e senso di gelo si avverte meno che all'interno. Sono restati i binari, quelli sì. E sono rimasti in vita un pò di treni. Sempre in numero più esiguo, sempre maggiormente scomodi da usare e sempre più affollati e lenti nel percorrere le tratte loro assegnate"