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Sesso a pagamento, la maggioranza degli italiani contraria alla legalizzazione della prostituzione

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Legalizzare il sesso a pagamento? Gli italiani continuano a essere contrari. Almeno stando ad una ricerca dell'Eurispes. Il 52,4% dei cittadini si direbbe contrario alla decriminalizzazione della prostituzione, auspicando di mantenere inalterata la legge Merlin (1958). Un dato, quello di quest'anno, in linea con quello del 2023, quando la percentuale era del 54,3%. Nel periodo 2019-2024 il numero di quanti si sono detti contrari alla legalizzazione della prostituzione ha sempre rappresentato la maggioranza del campione, con l'unica eccezione del 2020 (49,5%). Intanto cambiano i metodi di prostituzione. Nel Rapporto Italia di Eurispes si spiega che è aumento dell'uso del web da parte sia dei clienti sia delle lavoratrici, con queste ultime che sempre più spesso offrono i propri servizi tramite webcam o attraverso annunci online, accogliendo i clienti a casa o recandosi presso il loro domicilio. Il mercato coinvolge principalmente circa 90mila lavoratrici fisse (di cui il 10% minorenni e il 55% provenienti da paesi dell'Europa dell'Est e dell'Africa), a cui si aggiungono altre 20mila lavoratrici occasionali che ricorrono al sesso via web solo in situazioni di necessità economica o per finanziare spese di lusso come viaggi, abbigliamento di marca, accessori griffati, eccetera. Le tariffe per i servizi sono molto variabili: vanno dai pochi euro per una videochiamata erotica fino ai 500 euro all'ora per le escort che offrono servizi più esclusivi. L'Italia rientra nella top 10 dei paesi al mondo che consumano maggiormente video pornografici secondo il Report 2023 Year in Review di Pornhub.