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San Giustino, Davide Pecorelli estradato in Albania: si era finto morto per poi apparire in un'isola

Davide Pecorelli Davide Pecorelli

Via libera all'estradizione di Davide Pecorelli in Albania. La Corte d'Appello di Perugia, come riferito dai legali del 49enne di Lama, ha dichiarato "farsi luogo all'estradizione del nostro assistito verso la Repubblica di Albania in esecuzione del mandato di arresto internazionale emesso il 2 ottobre 2022 dal Tribunale di Puke". Sull'imprenditore che nel 2021 si finse morto dando fuoco all'auto che aveva noleggiato e al cui interno aveva fatto ritrovare resti di ossa per simulare la propria morte e poi riapparso sull'isola di Montecristo, pendeva una richiesta di misura cautelare per i reati di truffa aggravata in concorso, profanazione di tombe in concorso, intralcio alla giustizia in concorso, distruzione della proprietà tramite incendio in concorso e attraversamento illecito della frontiera. A inizio aprile dal Tribunale di Scutari è arrivata la condanna con rito abbreviato ad eccezione dell'ipotesi di intralcio alla giustizia per il quale è stato assolto. "All'udienza odierna (venerdì 24 maggio, ndr) - dichiarano i legali Andrea Castori e Massimo Brazzi - il collegio difensivo ha rappresentato alla Corte d'Appello che i motivi di impugnazione avverso la sentenza del Tribunale di Scutari, prospettano una definizione del procedimento penale, con eventuali pene alternative alla detenzione, che incidono nella richiesta di estradizione, sottolineando che in ordine al reato di truffa aggravata sussistono fondate perplessità sia in ordine alla corretta qualificazione del fatto, che in relazione a una sproporzione del trattamento sanzionatorio rispetto alla pena edittale prevista dal codice penale italiano". Chiesto anche un approfondimento istruttorio per verificare se le condizioni detentive in Albania "siano rispettose del divieto di sottoposizione dei detenuti a trattamenti inumani e degradanti che impedirebbero l'esecuzione dell'estradizione nei confronti dell'assistito, come nel noto caso di cronaca che ha visto coinvolto Gabriele Marchesi, compagno di Ilaria Salis, per il quale non si è dato corso all'estradizione per fatti ben più gravi di quelli ascritti al Pecorelli". A questo punto gli avvocati difensori attenderanno il deposito della motivazione della sentenza (entro novanta giorni) per impugnare la decisione e ricorrere in Cassazione. Entrambi, a questo proposito, si dichiarano fiduciosi "nella riforma della pronuncia e della fondatezza delle argomentazioni difensive, tenuto anche conto che la consegna del signor Pecorelli inciderebbe pesantemente nella sfera familiare, essendo sposato e padre di quattro figli".

Eleonora Sarri, 42 anni. Ha incontrato il Gruppo Corriere grazie a uno stage universitario e da lì ha affrontato tutte le tappe: collaboratrice da Perugia e per gli inserti, stagista delle pagine naz...