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Un secolo di vita, a Città di Castello festa per Ero Sartorello

Festa per i 100 anni Un nuovo centenario a Città di Castello

Ha compiuto 100 anni il decano dei fornai di Città di Castello, Ero Sartorello, per una vita maestro dell'arte della panificazione, ma anche pilastro di una famiglia in cui ha insegnato ogni giorno amore e solidarietà. "Un uomo di Città di Castello venuto da lontano, dal Veneto, che è tifernate da più di settant'anni e ama i tifernati forse più di chi è nato in questa terra, perché, come ricorda sempre, da sfollato dell'alluvione del Polesine, fu accolto dalla nostra comunità come un figlio" ha sottolineato il sindaco Luca Secondi che ha fatto gli auguri a Ero nella propria abitazione, consegnandogli a nome dell'amministrazione comunale una targa commemorativa del bellissimo traguardo tagliato insieme ai propri cari il 24 gennaio scorso. "Quella di Ero ? prosegue il primo cittadino - è davvero una bella figura di marito, di padre, di lavoratore, che ci rammenta che la famiglia sia la nostra più grande ricchezza". Durante la visita Secondi ha rivissuto insieme a Ero, al figlio Sandro, alla nuora Brunella, alla nipote Luana e ai familiari presenti, le tappe di una vita che parla ancora oggi dei sacrifici tra drammi come quello dell'alluvione del Polesine del novembre del 1951 che causò circa 100 vittime e più di 180.000 senzatetto. Arrivato a Città di Castello a 28 anni subito dopo la catastrofe che colpì la provincia di Rovigo, Ero si rimboccò le maniche per ricominciare da zero la propria vita iniziata a Loreo. Accettò subito il lavoro da fornaio presso la ditta Gustinelli Forno in Via Di Pompeo. Insieme al sostentamento, trovò anche l'amore, quello della sorella del proprietario dell'attività, che poi sposò.