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Sanità in Umbria, mancano 86 primari

Cristina Cenci Cristina Cenci

Mancano 86 primari in Umbria. E' la stima che arriva dalla federazione Cismo Fesmed, sindacato dei dirigenti sanitari: il gap dei direttori di unità operative complesse è storico. le assunzioni non riescono a fare fronte ai pensionamenti. Nonostante l'assunzione negli ultimi anni di 137 camici, resta il, saldo negativo. "Se manca un apicale - spiega Cristina Cenci, presidente Cimo Fesmed - c'è al suo posto un facente funzione che non fa più solo il dirigente medico ma deve occuparsi anche della gestione di tutta la struttura complessa. Si sottrae cioè di fatto un medico dal proprio servizio assistenziale. Per converso la direzione generale e strategica perde un punto di riferimento, è come se venisse meno la guida di una delle linee produttive di un'azienda. Alla sanità servono figure manageriali intermedie, questo sono i primari. Un bravo primario fa funzionare l'Uoc che dirige in coerenza con le linee guida nazionali, regionali ed aziendali e attrae medici che vedono in quella figura anche un'opportunità di carriera e quindi di crescita professionale. Di contro se non c'è chi guida la struttura - cioè di fatto lo fa ma come facente funzioni del direttore- e se questa situazione di stallo si protrae per troppo tempo, come purtroppo accade per talune strutture complesse in Umbria, prima o poi accadrà che lo stesso dirigente medico facente funzioni e gli altri dirigenti medici di quella struttura, potrebbero anche dimettersi per cercare altrove opportunità di crescita professionale".

Alessandro Antonini, 47 anni, giornalista professionista, è redattore del Corriere dellâ??Umbria dal 2003 e si occupa di politica, cronaca nera e giudiziaria. Ma non disdegna economia, sindacale, (m...