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Umbria, progetti Pnrr per 3.5 miliardi. Tesei: "Regione nei tempi, ma soffrono i comuni"

Donatella Tesei Donatella Tesei, governatrice dell'Umbria

L'Umbria è pronta ad attrarre altre risorse dal Pnrr. Già ne sono arrivate tante, stimate in 3.5 miliardi di euro, ma Palazzo Donini ha le forze e la struttura per prendere i soldi in uscita di eventuali progetti fuori dai confini regionali che resteranno inoptati. Lo sostiene la governatrice, Donatella Tesei, che in una lunga intervista al Corriere dell'Umbria, conferma un andamento a due velocità: i progetti in capo alla Regione che procedono, quelli dei Comuni che scontano diverse problematiche legate alla rendicontazione. Colpa di una scelta addebitabile ai precedenti governi per cui è stata affidata l'esecuzione dei progetti ai singoli enti di competenza (tra cui piccoli e piccolissimi Comuni) mentre sarebbe servito - e l'Umbria l'ha richiesto invano - un più largo coinvolgimento delle Regioni. "I progetti in capo alla Regione o società/enti in house sono 65, tra quelli superiori al milione di euro - spiega la presidente - L'Umbria ha intercettato consistenti risorse grazie ad una progettazione che è iniziata tempestivamente. Basti pensare che la Giunta ha licenziato e poi inviato all'Esecutivo la delibera Pnrr Umbria addirittura antecedente al documento del 29 aprile 2021 con cui il Governo ha presentato alla Commissione Europea il Pnrr. Purtroppo, per la fase attuativa, tra le varie ipotesi emerse e contro il parere della Conferenza delle Regioni, il Governo di allora ha proceduto alla scelta dell'assegnazione diretta delle risorse ai soggetti beneficiari/attuatori. Proprio io, che presiedevo il coordinamento politico della Conferenza in merito al Pnrr, segnalai, sia al governo Conte che a quello Draghi, l'eccessiva centralizzazione delle scelte attuative ed i rischi connessi, con un coinvolgimento delle Regioni nella fase attuativa del Pnrr troppo modesto anche in relazione alla conoscenza delle necessità dei singoli territori. Anche la cabina di regia, appositamente creata dal Governo non è servita per rivedere quel rapporto. Questo oggi consente alla Regione di monitorare, ma non certamente di intervenire, come avremmo voluto, nella fase di realizzazione dei progetti che non vedono la Regione stessa come soggetto attuatore".

Alessandro Antonini, 47 anni, giornalista professionista, è redattore del Corriere dellâ??Umbria dal 2003 e si occupa di politica, cronaca nera e giudiziaria. Ma non disdegna economia, sindacale, (m...