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Umbria, Cgil, Cisl e Uil: "Bando case popolari incostituzionale, sconvolge i principi giuridici"

Sindacati contro bando case popolari

E' partito da un mese, ma il bando della Regione Umbria per l'assegnazione delle case popolari fa già parlare di sé. Ma non in senso positivo secondo Cgil, Cisl e Uil, con la triplice che ha definito la legge "incostituzionale, che sconvolge i principi giuridici per diventare una questione ideologica". A rimarcare questo concetto, Cristina Piastrelli, segretaria Sunia Cgil Perugia, che ieri, nella sede della confederazione rossa in via Bellocchio, non ha nascosto la sua amarezza "per una norma che non rispetta l'articolo 27 della Costituzione (dove si afferma che la responsabilità penale è personale ndr). Il nuovo regolamento regionale ? ha spiegato ? ha come requisito per la partecipazione al bando quello di non avere riportato condanne penali passate in giudicato, anche laddove la pena sia stata scontata o estinta". Una decisione che marginalizza ancora di più una particolare fetta della popolazione, secondo Piastrelli "ulteriormente discriminatoria perché colpisce anche i componenti del nucleo familiare della persona. Un vero obbrobrio giuridico". Indignazione da Sunia, Sicet e Uniat (i sindacati degli inquilini) e da Cgil, Cisl e Uil, che puntano a difendere "tutti coloro che hanno vissuto delle situazioni di indigenza e che vengono messi in difficoltà anche dalla tortuosa strada della riabilitazione, che molte volte non risolve i problemi, ma ne crea di nuovi".
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