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Motori, auto Turini: una R stradalizzata

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L'Alpine, per Renault, è stata davvero un bel successo, un prodotto per palati sopraffini, per veri appassionati di un certo tipo di auto. Vediamo le caratteristiche: dimensioni contenute, due posti secchi, trazione posteriore, baricentro basso, cosa si può volere di più da un'auto (peccato che manchi un bell'autobloccante posteriore, ma ci si può sempre montare). Oggi, nonostante gli altisonanti proclami sulla fine della produzione dei termici e la finale destinazione a modelli puramente elettrici, l'Alpine ha reso nota la gamma per il 2024, con l'arrivo della nuova versione "Turini", diciamo una "R" (la più estrema della famiglia), stradalizzata. Ma andiamo per ordine e facciamo un po' di storia. L'Alpine fu fondata da un famoso pilota, Jean Redelé, nel 1955 a Dieppe, come: "Societe Anonyme des Automobiles Alpine". La prima A106, disegnata dal Michelotti, fu prodotta anche in versione cabrio, poi arrivarono: la A108; la A110, nata su base Renault 8 che, a fine carriera, abbandonò il motore da 1.0 litri per un più prestante 1.6 e nel 1973, la versione da gara vinse il campionato mondiale Rally; la A310, spinta da un V6; la GTA ed infine la A610. Dal 2017, la Renault ha ridato vita a questa legenda, sdoganando il nome da un approccio da allestimento (alcune versioni, di vari modelli, particolarmente prestanti, venivano qualificate come "Alpine"), creando questo gioiellino, la A 110: un'auto lunga 4.18 metri, con scocca totalmente in alluminio, che pesa poco più di 1.100 kg, con motore alloggiato in posizione posteriore centrale, distribuzione dei pesi del 44% sull'anteriore e del 56 sul posteriore e sospensioni a doppi triangoli. Il motore (lo stesso della Megane RS) è un 1.8 turbo, che sulla versione base eroga 252 Cv, con 320 Nm di coppia massima a 2.000 giri, accoppiato ad un automatico a doppia frizione e 7 rapporti, per uno 0-100 da 4,5 secondi. Poi è arrivata la GT ed i Cv sono diventati 300 Cv, con 340 Nm di coppia, gli stessi della S. La più estrema della famiglia è la "R", con il peso, che scende 1.082 kg (meno 32 rispetto alla S), grazie a: cofano in fibra di carbonio, che perde 2,9 kg; scompare il lunotto posteriore, sostituito da un elemento in carbonio; cerchi in carbonio che perdono 12,5 kg; sedili sportivissimi con guscio in carbonio. L'assetto è più rigido e più basso ed è settabile: si può abbassare di altri 10 mm (opzione ammessa solo in circuito) e si può regolare anche il precarico dei singoli elementi, su 20 posizioni. Eccoci all'ultima versione, la "R Turini", che è stata un po' addolcita, ed è più adatta all'utilizzo quotidiano, equipaggiata con cerchi da 18" GT Race, in nero Mat. Restano: lama anteriore, cofano in carbonio, minigonne laterali, alettone posteriore e diffusore. Il prezzo: 108.000 euro. Vediamo i prezzi del resto della gamma (Iva compresa): 66.300 per la A110, 77.350 per la "GT", 79.050 per la "S", 114.000 per la "R".

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Giovanni Massini, romano, classe 1956, professionista, laureato in Legge nel 1979. Inizia a scrivere di motori, infrastrutture e trasporti nel 1990, per diventare presto capo redattore, presso la rivi...