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La guerra, il fuoco divampa nella polveriera

guerra israele

Dopo la pandemia mondiale molti di noi pensavano (e speravano) che di peggio non potesse accadere. Un intero pianeta in lockdown; 6.957.216 di morti riconducibili al Covid secondo i dati ufficiali aggiornati, molti di più se si fossero potuti contare anche i casi sfuggiti alle statistiche. Di peggio, però, dobbiamo esserne pienamente consapevoli, purtroppo può ancora accadere. Un'avvisaglia e qualche forte timore già era nato con l'attacco della Russia all'Ucraina. Ma ora le preoccupazioni hanno raggiunto livelli altissimi. Le notizie che arrivano da dalla terra d'Israele rischiano di diventare rapidamente, per la stabilità dell'intero pianeta, le più preoccupanti mai conosciute nell'intera storia dell'umanità. Perché una nuova guerra nel tormentato Medioriente non si combatterebbe più con gladio, lance e scudi come ai tempi dei Romani delle battaglie giudaiche, o con mitra e cannoni che furono usati 50 anni fa e poco più nel Sinai, nelle alture del Golan o nel conflitto dello Yom Kippur. Oggi, tra quelle sponde del Mediterraneo e il litorale del golfo Persico, le armi chimiche, batteriologiche e nucleari qualcuno le ha pronte da tempo. Non le tiene solo negli arsenali ed è davvero capace di usarle prima ancora di proferire ulteriori minacce. Nessuno al momento sa e può immaginare come andrà a finire questa nuova crisi. Di sicuro l'uomo e il suo pianeta non ne avevano bisogno. Di sicuro si è accesa una miccia che brucia viaggiando spedita non verso, ma dentro una polveriera.Il fuoco acceso è divampato così velocemente che, questa volta, può essere davvero incontrollabile.
sergio.casagrande@gruppocorriere.it

Sergio Casagrande inizia l'attività giornalistica all'età di 14 anni, nel 1981, come collaboratore de Il Tempo e della Gazzetta di Foligno. E' stato il più giovane pubblicista (1985), il più giov...