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Umbria, export a due velocità: Perugia meglio che Terni

export rallenta la corsa In Umbria l'export regge ma rallenta la corsa

Frena la volata dell'export che nel primo semestre di quest'anno fa registrare una contrazione dell'11,7% contro un -3,9% su base nazionale. Ma è un'Umbria a due velocità quella che emerge dal primo rapporto sulle esportazioni realizzato per conto della Regione dall'Aur in collaborazione con l'Osservatorio export e internazionalizzazione delle imprese (Reo): Terni subisce una diminuzione del 32,2% mentre Perugia, in controtendenza rispetto alla media nazionale, registra un incremento dell'1,4%. "Questa dualità tra i due territori provinciali - ha spiegato Andrea Crippa, autore dello studio, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Donini - è conseguenza della differente specializzazione produttiva. Di fatto, la performance negativa del primo semestre dell'anno è dipesa nella quasi totalità dal settore dei metalli che sconta la grave crisi dell'economia della Germania che ha ridotto di quasi un terzo le sue importazioni dall'Umbria. Al contrario è molto buona la performance che si registra per la vendita all'estero delle macchine e apparecchi (+12,8%), tessile e abbigliamento (+14,7%) e, anche se a distanza, dei prodotti alimentari".
In questo contesto diventa decisivo monitorare le principali destinazioni dell'export. L'Europa continua a rappresentare il principale mercato di sbocco dei prodotti italiani anche se da gennaio a giugno 2023 si registra una riduzione del peso di quest'area: il fatturato esportato dagli operatori umbri verso i Paesi europei passa infatti dal 75,4% al 72.2%. Per l'Umbria si annovera una buona performance verso Stati Uniti e Canada con un incremento reale pari a un + 4,8% e un fatturato che raggiunge i 376,6 milioni di euro. In forte sviluppo anche il mercato asiatico all'interno del quale l'Umbria ha visto crescere, in misura maggiore rispetto al resto d'Italia, le proprie esportazioni in ogni area di destinazione. Degni di nota i risultati ottenuti in Medio Oriente (+14,3%) e nell'Asia centrale (+22,6%). Si registra, invece, un calo delle esportazioni regionali e nazionali verso l'Africa, il continente che per l'Umbria rappresenta un mercato di sbocco poco rilevante (50 milioni di fatturato nel primo semestre 2023). I primi 5 partner commerciali dell'Umbria sono Germania, Stati Uniti, Francia, Spagna e Belgio. Il Paese verso il quale si sono maggiormente incrementati i rapporti commerciali è l'Austra. Alla presentazione, moderata dal coordinatore del Reo, Luca Silla, si sono susseguiti gli interventi dell'assessore regionale allo sviluppo economico Michele Fioroni, dell'amministratore unico dell'Aur Alessandro Campi e dell'amministratore unico di Sviluppumbria, Michela Sciurpa. "Il rapporto - ha sottolineato Fioroni - punta a diventare uno strumento di indirizzo con cui testeremo le attuali politiche e grazie al quale progetteremo i prossimi interventi in maniera sempre più mirata. Una piccola rivoluzione che mette il dato e l'analisi micro del tessuto imprenditoriale regionale al centro di misure sempre più sartoriali a favore delle nostre imprese".
A novembre sarà dedicata un'intera giornata al premio Export Ambassador. Un premio, come ha spiegato anche Michela Sciurpa - che celebrerà le nostre eccellenze che maggiormente si sono distinte nei mercati esteri, nell'ottica di favorire la contaminazione e creare una community di imprese che scambiano i propri successi e difficoltà in un ambito dove l'esperienza spesso è lo strumento più efficace.

Catia Turrioni, segno zodiacale Toro, redattore del settore cronaca nella redazione centrale del Gruppo Corriere. Ha iniziato come collaboratrice della redazione di Foligno del Corriere dell'Umbria, i...