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Ambiente, regione bocciata: le città con più di 15 mila abitanti arretrano in classifica

Il quadro emerge dal rapporto Ecosistema urbano di Legambiente

maurizio zara legambiente umbria Il presidente di Legambiente Umbria, Maurizio Zara, ha presentato i risultati

Sempre più auto in circolazione, aumentano gli incidenti stradali con morti e feriti, il consumo di suolo continua a crescere mentre le perdite lungo la rete idrica rimangono preoccupanti. Il quadro che emerge dal rapporto Ecosistema urbano di Legambiente non è certo dei più confortanti tanto che il presidente regionale, Maurizio Zara, non ha dubbi: "Così non ci siamo", dice. Il rapporto prende in esame non soltanto le due città capoluogo ma anche altri 13 comuni con una popolazione superiore ai 15 mila abitanti (Orvieto, Narni, Foligno, Città di Castello, Spoleto, Gubbio, Assisi, Bastia Umbra, Corciano, Marsciano, Umbertide, Todi e Castiglione del Lago), comuni che - tutti insieme- arrivano a coprire il 70% della popolazione umbra, quindi assolutamente rappresentativi.

Dai dati analizzati, riferiti al 2021, emerge come le località umbre non migliorino abbastanza e abbastanza velocemente le loro performance ambientali. In particolare nei sei i parametri presi in considerazione: aria, acqua, rifiuti, mobilità, suolo ed energia. Ebbene, alcune città perdono addirittura posizioni come Marsciano (-1), Perugia e Città di Castello (entrambe addirittura scendono di 3). In questo contesto nebuloso si distingue, invece, il comune di Castiglione del Lago che avanza di 3 posizioni e diventa espressione del fatto che migliorare si può.
"Ma sono davvero poche le performance che fanno passi in avanti e che, quindi, non incidono in modo significativo sul quadro generale - evidenzia il presidente Zara - Se da una parte migliorano i livelli di smog in alcune città, dall'altra va comunque sottolineata la circostanza che siamo ancora ben lontani dai livelli raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità. Allo stesso modo, migliora il livello di raccolta differenziata ma non in maniera generalizzata. L'Umbria dell'economia circolare è a più velocità: in alcune aree vengono implementati sistemi virtuosi di raccolta differenziata mentre altre città arretrano".