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Rula Jebreal, la giornalista che vuol decidere chi vince in Medio Oriente a colpi di tweet

Rula Jebreal Rula Jebreal

La guerra di propaganda in Medio Oriente la fanno anche i giornalisti. Ce ne sono di incredibilmente faziosi, pronti a ribaltare le carte in tavole. Non che le ragioni possano essere trovate da una parte come dall'altra, ma quel che è incredibile è la critica ossessiva contro Israele. Particolarmente distinta nell'opera, è Rula Jebreal, la giornalista palestinese che non esita ogni volta ad accostare allo Stato ebraico le peggiori nefandezze. Hamas sembra una confraternita di buoni samaritani a leggerla e ad ascoltarla nelle non poche comparsate in tv. E ora che è praticamente ospite fissa di La7 nel programma InOnda di Luca Telese e Marianna Aprile non rinuncia alle sue sparate abbastanza imbarazzanti. Non tutto lo può dire in televisione e allora si rifugia nella comoda trincea di X che un tempo si chiamava twitter. Vale la pena di ricevere in contemporanea con la loro pubblicazione i tweet che sforna: uno più incredibile dell'altro. E più volte è stata pizzicata dai più esperti navigatori della rete, che hanno trovato particolarmente fasulle e inaccettabili alcune delle sue 'verità'. Dalle quali si vede a occhio nudo il suo atteggiamento propagandistico, poco incline all'oggettività dei fatti. La più clamorosa delle sue uscite, nei giorni scorsi, è stata quella del 3 novembre, quando aveva scritto testualmente, postando un video girato in Israele: "Fanatici di destra israeliani celebrano la carneficina a Gaza, esultano per l'uccisione di quattromila bambini palestinesi, cantando: 'Gaza è un cimitero. Non ci saranno più scuole per bambini perché non ci sono più bambini?il vostro popolo e la sinistra saranno sterminati'". Ma gli utenti non si sono fatti incantare, il video in questione risaliva al 2015, non esattamente attribuibile alla guerra in corso ora. Ne potremmo citare molte altre ancora. E qualcuno dovrebbe spiegarle invece, che le guerre non si vincono con i tweet di propaganda. Ma lei è fatta così, le piace da morire la polemica.