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Ma certo che ci sarà pure il partito di Michele Santoro

Michele Santoro Michele Santoro

Ormai, se non pacifista, è pacifico: Michele Santoro il partito se lo fa eccome. Bastava vederlo in tv da Giovanni Floris con i suoi toni comizianti contro il governo Meloni e, va detto, senza risparmiare l'opposizione. Tutto va male, potrebbe usare come slogan di piazza. Anche se la spintarella gliel'ha data il conduttore del programma "Di martedì" mettendo assieme Albamia, manovra e premierato. Facile per Santoro dirsi "allibito". Perché non ci vuole nulla a mettere sotto accusa l'esecutivo che vuole fare molte cose. Per Santoro, prima di tutto ci sono le guerre in Ucraina e Palestina, provocate però da Putin e Hamas, e non certo dall'Occidente. Il resto è creato ad arte per distrarre la pubblica opinione. Attacca sull'immigrazione e non si chiede dove dobbiamo mettere tutti gli africani - e non solo - che arrivano da noi. Minimizza le riforme perché non si vuole proprio porre il problema di come governare questo nostro Paese. E tutto condito con le consuete critiche alla manovra economica. È il partito di Santoro quello che carica a testa bassa, anche perché le minoranze litigano tra loro e una più o una meno non fa male a nessuno. Anche lui recita la parte del "tutti uguali", perché a nessuno "frega niente" di quel che accade in Palestina. Sì d'accordo, arriva a dire, Hamas ha sbagliato gravemente ma insomma ci si mette pure Israele a difendersi, è la sostanza del suo ragionamento. Se questo sarà il tono dei comizi veri di Michele Santoro, saranno dolori per Conte e Schlein, perché troveranno sempre qualcuno più a sinistra di loro, pare di capire nella sua strategia. Santoro è arrivato persino a criticare l'impegno del governo italiano per una bambina malata a Londra, "mentre muoiono bambini a Gaza". Ma che diavolo c'entra? è solo politica politicante quella che anche lui tenta di smerciare a basso costo e finge di non saper distinguere tra i doveri dell'umanità che anche un esecutivo deve saper maneggiare.