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Caccia al bianco a due passi da casa nostra

Matteo Salvini Matteo Salvini

Eppure è davvero impressionante. In Francia si scatena una specie di caccia al bianco e da noi tutto tace. Muore un ragazzino di 16 anni e sembra che non sia successo niente a pochi chilometri dalla nostra Italia. A sinistra fanno spallucce, sembra tutto normale. E magari ci sarà anche qualche giustificazionista. Ma quegli immigrati che a Crépol, a due passi da Grenoble, hanno ammazzato a coltellate un giovane lo hanno fatto per razzismo. Al contrario, ma sempre razzismo è. Matteo Salvini - uno dei pochi - si è indignato e lo ha fatto sapere via social, ricostruendo l'accaduto: "La rissa non la so fare. Ti INFILZO, tutto qui", così un appartenente al gruppo che sabato scorso ha ucciso un ragazzo di 16 anni e ferito 17 persone a colpi di mannaia a Crépol, in Francia". Ricavandone anche una morale politica che ci sta tutta. Ecco le parole a commento del leader leghista: "Anni di lassismo e irresponsabile ?tolleranza' ci hanno condotto a questa barbarie. La Lega ha le idee chiare, in Italia e in Europa, senza esitazioni: riportare rispetto delle regole, lottare per sostenere i valori fondanti dell'Occidente, le radici giudaico-cristiane del nostro continente, la pacifica convivenza. Nessuno spazio alla cultura della violenza e della sopraffazione". Pochi hanno il coraggio della verità, raccontare come stanno le cose. Ma la cosiddetta "caccia al bianco" spaventa, eccome se spaventa. "Siamo al fallimento generale della nostra società", ha dovuto ammettere il ministro degli interni francese. Un'espressione pesante, che rappresenta la prova di aver coltivato per troppo tempo il nemico dentro il cortile di casa. La Francia comincia a temere per la propria sicurezza. Del resto, qui si sono cominciati a manifestare anche i primi segnali di antisemitismo con la paura degli ebrei. Se a tutto questo si associa una violenza razziale, davvero c'è da temere per il futuro. Chi lo sottovaluta in Italia sbaglia assai.