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Umbria, le piazze si illuminano di rosso in occasione della giornata contro la violenza sulle donne

centro storico perugia Il centro storico di Perugia

Una data che risuona in tutta Italia. Anche l'Umbria, come il resto delle città della nazione, si illumina di rosso e nelle piazze risuonano frasi come "vogliamo giustizia", "stop alla violenza sulle donne e "#facheiosialultima" (clicca qui per la fotogallery). Il 25 novembre si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, un tema caldo che in questi giorni si è fatto sentire anche con forme di protesta dopo il ritrovamento del corpo della giovane Giulia Cecchettin, uccisa brutalmente dal fidanzato di 21 anni.
Uno schiaffo, una parola di troppo, uno sguardo minaccioso. La violenza non ha bisogno di voce, poiché anche nel silenzio più assordante trova il modo di arrivare. E quando arriva bisogna sperare che non lo faccia nel peggiore dei modi. E' il caso di Giulia Donato, Rossella Maggi, Barbara Capovani, Giulia Tramontano, Michelle Maria Causo, Francesca Romeo, Giulia Cecchettin e tante altre, la cui vita e sogni sono stati spezzati per mano di uomini. Ma non è finita qui, perché alla lunga lista delle 87 donne uccise nel 2023 si aggiungono quelle che subiscono violenze ogni giorno all'interno delle mura di casa e che per paura, si nascondono nel silenzio. L'Italia si macchia di rosso. I femminicidi non diminuiscono e i maschi (di ogni età) cadono sempre più nel baratro della violenza. Ad ogni uccisione si diffonde la speranza del "questa è la volta giusta per cambiare le cose" ma puntualmente si ritorna in quel tunnel di paura. La folla grida ad una rivoluzione culturale, ma arriverà mai?
Ma quando nasce la ricorrenza? La giornata è stata istituita il 17 dicembre 1999 e la data selezionata (25 novembre) non è casuale. Infatti, ricorda un brutale assassinio verificatosi negli anni '60 nella Repubblica Domenicana. Vittime delle terribile vicenda le tre sorelle Mirabal (appartenenti al gruppo di liberazione 14 giugno, contro la dittatura del paese), che vennero sequestrate e uccise a bastonate per poi essere gettate in un dirupo. Da allora, la loro storia è diventata un simbolo di ribellione, di protesta e di giustizia, istituzionalizzato nel '99 dalle Nazioni Unite.
A parlare in proposito è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "Dietro alle violenze di genere c'è il fallimento di una società che non riesce a promuovere reali rapporti paritari tra donne e uomini".

Classe '97, perugina doc. Dopo il liceo di Scienze Umane, la laurea triennale in Scienze Politiche, poi la magistrale in Scienze della Comunicazione. Dopo il master Social media management a Milano, ...