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Attacco animalista a caccia, quintane e giostre: le istituzioni difendano la storia dell'Umbria

Quintana giostra

Sulle proposte di referendum degli animalisti che vogliono scardinare caccia e rievocazioni storiche, istituzioni, politici, enti e amministrazioni comunali ora non si nascondano. Non si limitino a sostenere che il tentativo a colpi di referendum, è soltanto l'iniziativa di tredici vegani oltranzisti che non avrà seguito. Non sottovalutino quella che è stata annunciata come la prima battaglia di una lunga guerra.
La sparuta truppa animalista guidata dal vegano Giancarlo De Salvo quest'anno per fortuna non si avvicinerà nemmeno lontanamente al numero di firme necessarie per proporre i referendum, ma l'annuncio "lo faremo ogni anno finché non ci riusciremo" ha il sapore ben più amaro di una provocazione. E sfide del genere vanno accettate e combattute.
Caccia, giochi e rievocazioni (su sperimentazione e allevamenti intensivi il discorso è più ampio) non fanno parte soltanto della storia dell'Umbria e del Belpaese, ma anche della sua economia, del suo folklore, della sua tradizione e di un terzo settore che ne trae linfa vitale. Il panorama venatorio sa bene come difendersi, lo ha fatto già in passato e lo farà sempre, compattandosi e facendo pesare anche il suo notevole valore elettorale.
Diverso è il mondo di quintane e giostre, più debole su questo aspetto, nonostante vi ruotino migliaia e migliaia di volontari che 365 giorni l'anno lavorano per tenere accese tradizioni ineguagliabili, ma anche per esaltare la comunità, nutrire il senso di appartenenza, coltivare il rapporto tra le generazioni più anziane e quelle che si affacciano alla vita. Vanno inoltre considerati gli aspetti economici, tutt'altro che secondari. I giorni della Festa per una qualsiasi città, rappresentano non solo la fase centrale dell'anno, ma anche un polmone non indifferente per le casse, comuni e spesso personali. Si pensi soltanto all'imponente presenza dei turisti e agli introiti per le strutture dedicate oppure a chi grazie a giochi e rievocazioni ha trovato la sua strada occupazionale. Per non parlare della valorizzazione dell'immagine cittadina e del vanto collettivo, che non fanno mai male.
Istituzioni e politici, a partire dalla Regione Umbria e dai parlamentari eletti nelle urne di questa terra, reagiscano subito e lo facciano con forza, sia pubblicamente che nei dovuti ambienti, quelli che contano, perché è inaccettabile che il valore di rievocazioni, giostre, palii e quintane venga circoscritto ai pochi minuti della competizione agonistica. E' intollerabile che un cavallo di scuderia venga accostato a un cane randagio, magari abbandonato alla vigilia delle vacanze da chi si professa amante degli animali. Tutte le rievocazioni ormai adottano standard elevatissimi proprio per la protezione e salvaguardia degli animali.
Come sempre accade su questi temi, è stata Siena la prima ad avvertire l'allarme e a reagire duramente. Emanuele Squarci, rettore del Magistrato delle Contrade ha spiegato che "faremo fronte anche a questo attacco con compattezza, insieme all'amministrazione comunale". La città del Palio, purtroppo, è abituata, e alcuni animalisti li ha trascinati giustamente nelle aule di tribunale. Sa come reagire. E su questo fronte occorre imparare e farlo velocemente, non commettendo il medesimo errore ammesso dagli stessi promotori dei referendum, muoversi cioè in ritardo. Foligno, Narni, Gualdo Tadino, Amelia e tutte le altre città coinvolte, sanno perfettamente quanto le Feste siano importanti per le comunità. Lo sanno i presidenti degli enti che le sovrintendono, lo sanno i sindaci e i loro assessori, lo sanno la governatrice Donatella Tesei e buona parte della sua giunta. E' facile immaginare che nelle prossime ore, con la notizia destinata a diffondersi, dure saranno le reazioni di tante città italiane dove palii, giostre, corse e rievocazioni rappresentano il momento centrale della vita della comunità. L'Umbria non sia da meno.
giuseppe.silvestri@gruppocorriere.it
Instagram: giussil

Giuseppe Silvestri, caporedattore web nell'ufficio di direzione. Ascolano, classe '67, ha iniziato a scrivere per i quotidiani a 17 anni. Al Gruppo Corriere dal 1995. Dopo esperienze in tutti i settor...