Per aprire questo sito web è necessario che javascript sia abilitato, correggi le impostazioni del tuo browser e ricarica la pagina. Buona lettura!

Elena Cecchettin, bufera sul post del consigliere Roberto Lepanti: "Condoglianze, ma curati"

Elena Cecchettin Elena Cecchettin

"Care condoglianze, ma inizia a curarti...". E' la risposta di Roberto Lepanti, consigliere comunale (Fratelli d'Italia) di Marsciano, alla lettera che Elena Cecchettin ha inviato al Corriere della Sera e che è stata ripresa e pubblicata sul profilo Facebook di Affari Italiani. Un commento, quello di Lepanti, che ha sollevato un polverone ma su cui lo stesso consigliere comunale non intende fare marcia indietro. "Non ho nessun dubbio a confermare le mie parole, non accetto che si strumentalizzino queste tragedie per attaccare il governo di cui mi sento parte; io alla sorella di Giulia ho fatto le condoglianze, ma non è giusto che vengano lanciate accuse allo Stato e al governo", spiega Lepanti.
Il passaggio della lettera di Elena Cecchettin a cui si riferisce il consigliere di Marsciano, è quello in cui la ragazza scrive che "il femminicidio è un omicidio di Stato, perché lo Stato non ci tutela, perché non ci protegge. Il femminicidio non è un delitto passionale, è un delitto di potere. Serve un'educazione sessuale e affettiva capillare, serve insegnare che l'amore non è possesso. Bisogna finanziare i centri antiviolenza e bisogna dare la possibilità di chiedere aiuto a chi ne ha bisogno. Per Giulia non fate un minuto di silenzio, per Giulia bruciate tutto".
La prima a prendere posizione sull'episodio è Elisabetta Piccolotti, deputata di Sinistra Italiana: "Il consigliere comunale Lepanti dovrebbe chiedere scusa e ritirare le parole, è una vergogna; fa parte di quegli uomini che cercano di delegittimare le donne che si ribellano alla cultura machista, patriarcale e maschilista ancora ampiamente diffusa; l'omicidio di Giulia non è solo il gesto di un singolo, perché il problema culturale è assolutamente presente e non viene combattuto da chi vuole conservare questo tipo di società", dice Piccolotti.
Sulla stessa linea anche la consigliera regionale dell'Umbria, Donatella Porzi (Gruppo misto), membro della commissione che si occupa della violenza di genere: "Soprattutto per chi ricopre ruoli istituzionali, prima di parlare sarebbe il caso di riflettere su ciò che non è stato fatto e ciò che si dovrebbe fare, rispettando il dolore e la rabbia di una ragazza duramente colpita dalla morte della sorella. Il tratto distintivo che contraddistingue il mio impegno politico in tutti gli ambiti ? dal contrasto alla violenza di genere, alla lotta contro il cyberbullismo, ai viaggi della memoria per non dimenticare tante atrocità commesse nel corso della storia - e che è alla base delle motivazioni con le quali ho chiesto l'istituzione della Commissione regionale d'inchiesta sul femminicidio ed ogni violenza di genere, c'è la necessità di intraprendere un'azione costante di educazione e sensibilizzazione che vada oltre ogni speculazione di natura politica. Di fronte al perpetuarsi di casi di violenza sulle donne, che Giulia e tante altre donne hanno pagato con la vita, ribadisco la necessità di questo impegno verso la sensibilizzazione che richiede un patto educativo tra famiglia, scuola, agenzie formative ed istituzioni in primis. Abbiamo il compito di accompagnare questo processo e non di limitarci a due righe di commiato di fronte all'ennesimo caso".
Presa di distanza da Lepanti anche dalla vice presidente del Consiglio regionale, Paola Fioroni (Lega), pure lei membro della commissione contro la violenza di genere: "Parole inopportune, senza dubbio; in simili circostanze occorre per prima cosa tenere presente lo stato d'animo di chi ha subìto una tragedia del genere; la riflessione, poi, è un'altra: bisogna affrontare il problema della violenza di genere non quando ci troviamo di fronte all'ennesimo femminicidio, ma costruendo politiche che coinvolgono le famiglie, le scuole e tutti i livelli della società per mettere un argine a un fenomeno orrendo".

Nato il 3 maggio 1964 a Foligno dove risiedo. Prima esperienza nella comunicazione nel 1986 nell'emittente che si chiamava Radio Sole: la rassegna stampa del mattino. Poi l'anno successivo l'ingresso ...